20/09/2015 UN MEDICO EDUCATORE CATTOLICO SULLA BUFALA DEL GENDER

Alberto_Pellai

All’interno del dibattito sulla bufala dell’ideologia del Gender riteniamo estremamente interessanti ed efficaci le parole del cattolico Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta.

Sul suo sito ha pubblicato due lunghi post sulla presunta ideologia del Gender.

Pellai dice con chiarezza che da alcuni mesi spesso capita che  al termine dei suoi dibattiti molte persone intervengono preoccupate per il diffondersi dell’ideologia del Gender e di programmi nelle scuole che inducono all’ omosessualità ed alla masturbazione.  Spesso anche a lui è capitato di essere al centro delle accuse di queste persone. Pellai fa notare che spesso è capitato che alcuni dei suoi accusatori neppure avevano letto i suoi libri e che per questo avanza nei loro confronti il sospetto di pregiudizi ideologici.

Procedendo nei suoi post afferma poi con chiarezza che pur lavorando da anni nel mondo della scuola non ha mai sentito parlare dell’ideologia del Gender soprattutto nei termini che spesso alcuni personaggi o media ne parlano.

Pellai poi difende con chiarezza alcuni progetti posti negli ultimi tempi sotto accusa come quello di Trieste e dice  “ a me sembra che questo bellissimo progetto insegni ai nostri figli a contemplare similitudini e differenze del maschile e del femminile, a rispettare anche chi non è uguale a me, a condividere su un piano emotivo sensazioni, impressioni e a volte stereotipi associati all’ identità di genere, stratificati nella nostra cultura da decenni di ideologia che fa male a tutti. Agli omosessuali, come agli eterosessuali. Agli uomini come alle donne. Ai cattolici, come agli atei”.

Interessante notare poi come Pellai definisca e descriva i famosi “Gender studies” “ per ciò che ho compreso io dei “gender studies”, il tema al centro degli stessi non è l’annullamento delle differenze biologiche tra uomo e donna, bensì l’eliminazione di un “gender gap”, che da sempre propone alla donne una situazione di svantaggio sociale e relazionale, spesso fondata su un cumulo di stereotipi culturali e sociali che si auto-mantengono e si rinforzano a meno che non vengano messi in discussione e criticati dai processi educativi”.

Infine nell’ ultima parte del suo secondo post pellai affronta il tema dell’educazione sessuale dei bambini, sottolinea come sia importante che se ne parli, come sia importante che anche la scuola faccia la sua parte soprattutto in questo momento storico dove i ragazzi raccolgono con facilità informazioni e nozioni via internet o fra di loro. Il problema è dettato anche dal fatto che alcuni ragazzi hanno appreso che di alcune cose non ne possono parlare con i loro genitori e d’altra parte capita anche che spesso i loro genitori stessi siano fortemente impreparati ad affrontare questi temi.

Potete leggere i post sul sito di alberto pellai:

IL SITO DI ALBERTO PELLAI

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