25/02/2016 “UNIONI CIVILI” PER RENZO E LUCIO UN PASSO INSUFFICIENTE MA IN AVANTI

Oggi al Senato è stata approvata la legge sulle Unioni Civili. Come sappiamo la proposta di legge Cirinnà è stata sostituita da un maxiemendamento sul quale il Governo ha chiesto ed ottenuto la fiducia. La legge approvata ha stralciato il riconoscimento dei diritti dei bambini delle famiglie arcobaleno ad avere la possibilità della garanzia della piena genitorialità di entrambi i componenti della coppia nei confronti dei bambini. La possibilità dell’adozione del figlio del partner ( Stepchild adoption ) è stata tolta per garantire i voti della maggioranza che governa ed approvare il provvedimento.

Certamente quello che abbiamo assistito in questi giorni è molto grave ed è il frutto di un brutto pasticcio politico generato dai due maggiori partiti in parlamento PD e M5S che hanno commesso diversi errori e che hanno forti responsabilità.

Resta comunque da rilevare un significativo passo in avanti della legislazione che finalmente riconosce giuridicamente l’unione fra due persone dello stesso sesso. Non è il matrimonio egualitario, ma questo lo sapevamo da prima, è un istituto giuridico diverso nel quale però vogliamo ricordarlo vengono riconosciuti tutti -ma proprio tutti- i diritti del matrimonio, nessuno escluso. Dai diritti patrimoniali all’eredità compresa la legittima, dal diritto al mantenimento ed agli alimenti al diritto alla pensione di reversibilità, dal ricongiungimento familiare alla cittadinanza italiana per lo straniero unito civilmente, dal congedo matrimoniale a tutte le prerogative in materia di lavoro, dagli assegni familiari a tutte le disposizioni fiscali, e così via.

Sottolineiamo questo perché è giusto rilevare che non può passare l’idea che ancora una volta non abbiamo ottenuto nulla e che il nostro impegno e la nostra battaglia sono stati inutili, non è certo questo la realtà.

 

Mentre, se sul fronte delle unioni il risultato della nuova legge è da considerarsi un passo in avanti, lo stralcio del pieno riconoscimento dei diritti dei nostri figli ad avere entrambi i genitori parte attiva di corresponsabilità e parte piena di diritto lo consideriamo un grave passo indietro politico ed anche culturale.

 

Una chiusura mentale dettata da pregiudizi, da un dibattito falsato e strumentalizzato che più che aiutare a comprendere ha confuso ed alla fine discriminato, ed una posizione politica ondivaga di chi in realtà questa parte di legge prima l’ha sostenuta e poi sacrificata.

 

 

Una battaglia unita a quella del matrimonio egualitario per noi irrinunciabile che ci vedrà impegnati ancora sul fronte politico ma soprattutto sul fronte culturale.

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