17 maggio. Giornata contro l’ omofobia e la transfobia a Lecco. Progetto nelle scuole

#stopomofobiaLecco

In occasione del 17 maggio,  in cui si celebra la Giornata contro l’omofobia e la transfobia, l’associazione Renzo e Lucio propone una campagna di sensibilizzazione nelle scuole del territorio.

Un braccialetto contro l’omofobia con la scritta #stopomofobiaLecco verrà distribuito agli studenti: in un volantino-cartoncino ci sarà un invito a ritagliare il braccialetto ed indossarlo per quel giorno a scuola. Un gesto semplice che vuole renderli attivi e promotori di un cambiamento nelle scuole in cui ancora troppo spesso le persone vengono giudicate od isolate a causa del loro orientamento sessuale.

Spesso nelle scuole lecchesi il termine “frocio” viene ancora usato per denigrare o insultare. Spesso alcuni ragazzi e ragazze vengono derisi a causa del loro presunto orientamento sessuale. Non sempre le scuole riescono a contenere questi atteggiamenti a volte dati per scontati e normali. Spesso non si interviene perché viene considerato l’insulto una cosa comune e normale, dimenticando quanto può essere invece offensivo ed offensivo par altri ragazzi e ragazze.

La Giornata contro l’omofobia e la transfobia del 17 maggio è un momento importante per ricordare anche nelle scuole quanto sia importante creare un ambiente in cui tutti possono sentirsi accolti e non giudicati.

Giornata mondiale LGBT. Renzo e Lucio contro l’omofobia

In questi anni Renzo e Lucio ha lavorato con tante scuole di Lecco per aiutare i ragazzi e le ragazze a capire cosa sia l’omosessualità, l’orientamento sessuale, l’identità di genere. Purtroppo ultimamente assistiamo ad un calo di attenzione da parte delle scuole su questi temi, forse la paura che alcuni hanno generato con la fantomatica ideologia del Gender che mira ad escludere qualsiasi intervento nelle scuole per aiutare i ragazzi e le ragazze a capire.

Questa iniziativa vuole rompere allora un muro che si sta creando e che genera ancora sofferenza per alcuni studenti.

Vogliamo invitare i ragazzi ad essere protagonisti attivi di un cambiamento anche nelle scuole per renderle accessibili e vivibili per tutti e per generare una cultura del rispetto.

Inviteremo anche i ragazzi a farsi una foto ed a pubblicarla su Instagram per dire insieme no all’omofobia non solo in classe ma anche fuori con l’hashtag : #stopomofobiaLecco

“gender cos’é e cosa non é” serata informativa ad Olginate

Cender cos'è l'ideologia gender?

Da qualche tempo, sulle pagine dei giornali e su internet, si sta svolgendo una grande discussione su una presunta “teoria del gender”, dalle caratteristiche assai confuse e che sembra generare molta preoccupazione nelle persone ed in alcune istituzioni. Spesso viene presentata come una minaccia e un pericolo per l’educazione dei nostri figli, altre volte come un’ideologia che mira a sovvertire un ordine precostituito, una minaccia per la famiglia.

Ma “cosa è veramente il gender?” pochi lo sanno realmente spiegare se non ripetendo frasi fatti desunte unicamente dalla propaganda di coloro che lo descrivono come una minaccia. Allora può essere necessario capire anche “cosa non è il gender?”. Chi lo descrive come una minaccia su quali basi scientifiche si muove e cosa sta alla base di questa campagna di disinformazione? Perché i concetti intorno alla questione del genere e dell’identità sessuale, dopo anni di studio ed applicazione sono divenuti per alcuni un’ideologia?

Perché si cerca di creare un muro di paura nelle scuole tutte le volte che si affrontano le questioni legate al “genere”, perché alcuni progetti vengono pesantemente contrastati e diffamati se contengono temi legati alla sessualità, al genere, all’orientamento sessuale?

La questione della presunta teoria del Gender ha assunto ultimamente anche una chiara connotazione politica. Vi sono anche sul nostro territorio amministrazioni locali che si definiscono anti-gender e che attraverso atti amministrativi proclamano la loro avversità a tale teoria senza sapere realmente di cosa si tratta. L’amministrazione regionale lombarda che ha costituito un centralino anti-gender a dire il vero poco utilizzato e costato alle casse dei lombardi più di 30.000 euro.

Per comprendere meglio sia la natura di tale campagna e quali questioni scientifiche stanno alla base di questi argomenti, abbiamo invitato uno degli autori della Guida orientativa sul Gender.

L’incontro è rivolto alle famiglie, agli educatori ed insegnanti ma anche agli amministratori locali che spesso affrontano queste questioni senza molta preparazione.

Durante la serata verrà distribuito un opuscolo informativo e divulgativo che riassume le tematiche trattate dall’autore nella “ Guida orientativa sul Gender”, edita in collaborazione con la Società Italiana di Psicoterapia per lo Studio delle Identità Sessuali (SIPSIS) ed ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Genere Identità e Cultura (GIC), del Centro di Ateneo Sinapsi dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG).

Ospite Paolo Rigliano, psichiatra e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano, dove ha diretto fino al 1990 un servizio per le tossicodipendenze. Attualmente dirige una struttura psichiatrica territoriale, si occupa di formazione, supervisione e trattamento delle dipendenze, e collabora con comunità e associazioni del privato sociale, come il Coordinamento nazionale delle Comunità d’accoglienza e la Caritas.

Tra le sue ultime opere: “Guida orientativa sul Gender”(con Federico Ferrari e E.M. Ragaglia 2016-Sipsis), “Gesù e le persone omosessuali” (2015-la Meridiana), “Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità” (con Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari 2012- Raffaello Cortina), “Amori senza scandalo. Cosa vuol dire essere lesbica e gay” (2001-Feltrinelli).