E’ LA VOLTA DELLA NUOVA ZELANDA

Tredicesimo paese Wellington, 17 aprile

Con l’approvazione a maggioranza da parte della Camera dei Rappresentanti (77 si, 44 no), la Nuova Zelanda è diventata il primo Paese nella regione Asia-Pacifico a legalizzare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso.

La nuova normativa, che entrerà in vigore fra quattro mesi, definisce il matrimonio come unione fra due persone e non più tra un uomo e una donna, consente il riconoscimento delle nozze gay contratte all’estero e non impone più ai trans di divorziare nel caso di cambio di sesso.

L’ufficializzazione dell’esito della votazione, trasmessa in diretta dalla tv nazionale, è stata accolta da applausi e grida di giubilo tanto dai parlamentari quanto dal pubblico presente in aula che ha intonato la canzone d’amore “Pokarekare Ana”in lingua indigena Maori.

La Nuova Zelanza è il tredicesimo Paese nel mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Argentina e Danimarca e, lo scorso 11 aprile, l’Uruguay dove è ancora attesa la firma del presidente Josè Mujica. A questi vanno aggiunti Città del Messico, 10 stati del Brasile e 9 stati USA.
 

 

MATRIMONIO GAY APPROVATO ANCHE IN URUGUAY

Quasi all’unanimit Montevideo, 11 aprile

Dopo Città del Messico (2009), Argentina (2010) e 10 stati del Brasile, l’America latina vede l’estensione del matrimonio civile alle coppie omoaffettive anche in Uruguay.

Ben 71 su 92 legislatori nella Camera bassa del Congresso hanno votato a favore della proposta, una settimana dopo che anche il Senato l’ha approvata a larga maggioranza.

“Sono d’accordo che la famiglia è la base della società, ma credo anche che l’amore è la base della famiglia. E l’amore non è nè omosessuale nè eterosessuale”, ha detto Fernando Amado, parlamentare del Partito Colorado, l’opposizione di centro-destra (no: non avete letto male: dellaopposizione di centro-destra! come sembra lontana l’Italia…)

L’Uruguay aveva già legalizzato le unioni civili per gli omosessuali e l’adozione dei bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso.

Sconfitta la Chiesa Cattolica dell’Uruguay, che aveva chiesto ai parlamentari di votare secondo coscienza bollando l’etichetta “uguaglianza nel matrimonio” come un falso pretesto, perchè “qui non si tratta di giustizia, ma di una inconsistente assimilazione che indebolirà ulteriormente l’istituto del matrimonio”.

“ECCO IL VOLTO DELL’OMOFOBIA”

Picchiato, pubblica la foto Parigi, 6 aprile

“Mi dispiace dovervi mostrare tutto ciò. Ecco il volto dell’omofobia”: preso a botte perchè gay, un olandese che vive a Parigi ha postato su Facebook la foto del suo volto tumefatto e insanguinato, accompagnato da questa didascalia.

La foto, che sta facendo il giro dei social network ed è finita sulla home page della maggior parte dei giornali on line, sta diventando in Francia il “manifesto” della lotta contro l’omofobia, in un momento in cui la protesta contro il progetto di legge per le nozze gay comincia a farsi più dura.

SOS Homophobie indica che l’associazione riceve 10 testimonianze al giorno, un numero tre volte superiore a quello degli anni precedenti. Anche l’associazione Refuge, che accoglie i giovani gay respinti dalle famiglie, comunica cifre in crescita: tra 400 e 450 chiamate al mese, contro le 150 in media del 2011 e del 2012. (tratto da Huffingtonpost.it)

Non lo sapremo mai con certezza, ma viene da pensare che questo sia anche il risultato di un clima di odio alimentato dalla campagna contro i matrimoni gay organizzata da cattolici e mussulmani francesi, uniti in un insolito sodalizio.

 

 FRANCIA: GAY PICCHIATO PUBBLICA FOTO, 'E' VOLTO OMOFOBIA'