PRANZO DI FAMIGLIA, IL VIDEO!

Recita così la campagna realizzata da “Renzo e Lucio” per la giornata mondiale contro l’omofobia in collaborazione con Teleunica e “Teatro Invito” e con il patrocinio dei comuni di Lecco e Mandello del Lario.

Quest’anno vogliamo porre l’accento sulla famiglia, il luogo dove ci si vuole bene e dove gli affetti sono condivisi, il luogo della accoglienza e del dialogo, della complicità, della solidarietà e del sostegno reciproco di fronte alle vicende della vita.

Questa accoglienza e solidarietà sono fondamentali per un adolescente omosessuale perché da esse può trarre sostegno nella piena accettazione di se stesso e forza per affrontare l’omofobia che a volte si trova a sperimentare attorno a sé.

Per alcuni di questi ragazzi, tuttavia, può accadere che, alla scoperta del loro orientamento sessuale, proprio la famiglia diventi invece il luogo del silenzio e della difficoltà e motivo di ulteriore ansia e stress psicologico per chi si sente non compreso dalle persone che piu ama.

In questi anni alcuni genitori si son rivolti a Renzo e Lucio per chiedere supporto e confronto su un tema che ammettono di essere impreparati ad affrontare. Altre volte, come associazione, abbiamo registrato le sofferenze dei ragazzi e delle ragazze che percepiscono la fatica dei propri genitori a comprenderli fino in fondo, o semplicemente la temono: fatica e timori che spesso si traducono in imbarazzo o assenza di dialogo.

In occasione della giornata internazionale per la lotta contro l’omofobia, vogliamo perciò mandare alle famiglie un segnale forte, un segnale positivo sulla accoglienza, utilizzando una campagna di sensibilizzazione con uno spot e con dei manifesti (in versione maschile e femminile) posti sui muri delle città.

Abbiamo scelto uno dei momenti simbolicamente più rappresentativi della comunione familiare: il pranzo domenicale, che nelle nostre terre e nella nostra tradizione vede spesso protagonista la polenta. Attorno alla tavola le famiglie si riuniscono e assieme al cibo condividono affetti, pensieri e storie.

Anche nella nostra campagna è protagonista una fumante polenta, attorno alla quale, in un gioco prima di sguardi tesi e poi di sorrisi rasserenanti, il sentimento che lega il figlio al suo compagno viene accolto dai genitori con serenità e naturalezza.

Una scena quotidiana come già accade in diverse famiglie del lecchese, spesso invisibili e ora meno sole nel vedersi rappresentate in modo semplice e positivo. Finalmente.

E’ LA VOLTA DELLA NUOVA ZELANDA

Tredicesimo paese Wellington, 17 aprile

Con l’approvazione a maggioranza da parte della Camera dei Rappresentanti (77 si, 44 no), la Nuova Zelanda è diventata il primo Paese nella regione Asia-Pacifico a legalizzare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso.

La nuova normativa, che entrerà in vigore fra quattro mesi, definisce il matrimonio come unione fra due persone e non più tra un uomo e una donna, consente il riconoscimento delle nozze gay contratte all’estero e non impone più ai trans di divorziare nel caso di cambio di sesso.

L’ufficializzazione dell’esito della votazione, trasmessa in diretta dalla tv nazionale, è stata accolta da applausi e grida di giubilo tanto dai parlamentari quanto dal pubblico presente in aula che ha intonato la canzone d’amore “Pokarekare Ana”in lingua indigena Maori.

La Nuova Zelanza è il tredicesimo Paese nel mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Argentina e Danimarca e, lo scorso 11 aprile, l’Uruguay dove è ancora attesa la firma del presidente Josè Mujica. A questi vanno aggiunti Città del Messico, 10 stati del Brasile e 9 stati USA.
 

 

MATRIMONIO GAY APPROVATO ANCHE IN URUGUAY

Quasi all’unanimit Montevideo, 11 aprile

Dopo Città del Messico (2009), Argentina (2010) e 10 stati del Brasile, l’America latina vede l’estensione del matrimonio civile alle coppie omoaffettive anche in Uruguay.

Ben 71 su 92 legislatori nella Camera bassa del Congresso hanno votato a favore della proposta, una settimana dopo che anche il Senato l’ha approvata a larga maggioranza.

“Sono d’accordo che la famiglia è la base della società, ma credo anche che l’amore è la base della famiglia. E l’amore non è nè omosessuale nè eterosessuale”, ha detto Fernando Amado, parlamentare del Partito Colorado, l’opposizione di centro-destra (no: non avete letto male: dellaopposizione di centro-destra! come sembra lontana l’Italia…)

L’Uruguay aveva già legalizzato le unioni civili per gli omosessuali e l’adozione dei bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso.

Sconfitta la Chiesa Cattolica dell’Uruguay, che aveva chiesto ai parlamentari di votare secondo coscienza bollando l’etichetta “uguaglianza nel matrimonio” come un falso pretesto, perchè “qui non si tratta di giustizia, ma di una inconsistente assimilazione che indebolirà ulteriormente l’istituto del matrimonio”.