23/07/2016 L’IDEOLOGIA ANTI GENDER IN REGIONE LOMBARDIA COSTA 30.000 EURO

30,000 Euro assegnati all’AGE l’associazione dei genitori ultra cattolici per gestire il telefono anti-gender. Dopo aver disseminato menzogne e paure inesistenti ora passano all’incasso con i soldi della Regione Lombardia. Ancora una volta l’ideolgia conservatrice cattolica di chi gestisce politicamente la Regione Lombardia usa i soldi di tutti per sostenere la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Vergognoso. Ricordiamo che solo tre giorni fa il Consiglio di Stato aveva bocciato la decisione della Regione Lombardia di far pagare le prestazioni mediche soltanto alle coppie che ricorrono alla fecondazione eterologa, mentre era gratuita per la fecondazione omologa. La sentenza dice quella decisione “realizza una disparità di trattamento lesivo del diritto alla salute delle coppie affette da sterilità o da infertilità assolute”. Discriminare pare essere diventata una prassi al Pirellone e lo fanno in nome di una religione

18/03/2016 PAPA’ MAMMA E GENDER INCONTRO CON MICHELA MARZANO

Si è svolto venerdi 18 marzo ad Osnago l’incontro “Gender, diritti, uguaglianza” promosso da “Progetto Osnago” con Michela Marzano, autrice di “Mamma, papà e gender”, le associazioni “Renzo e Lucio” di Lecco e “Amnesty International” di Merate e l’onorevole Veronica Tentori.

Durante la serata Michela Marzano ha spiegato che ha scritto questo libro per cercare di fare chiarezza di fronte alle numerose inesattezze che da tempo sentiva nel nostro Paese a riguardo della fantomatica ideologia del Gender.

Il suo intervento è partito dall’analisi di due video che circolavano su internet ad opera dell’associazione Pro Vita e della Manif Pour Tous Italia e che confondono idee e piani di realtà.

«L’orientamento sessuale non ha a che vedere con l’identità di genere perché un ragazzo sa di essere uomo ma questo non significa che sia necessariamente attratto da una ragazza e viceversa. Serve dirlo e aggiungere che non si sceglie l’identità di genere ma nemmeno l’orientamento sessuale che è un modo di essere. E l’orientamento sessuale non c’entra con le pratiche sessuali»

La relatrice è poi intervenuta contro lo stralcio della “stepchild adoption” dal DDL Cirinnà che proponeva il riconoscimento del legame tra il compagno o la compagna del padre o della madre biologica con il bambino «al centro del testo Cirinnà non ci sono i diritti individuali ma relazionali, ovvero la possibilità di condividere diritti e doveri. La legge doveva permettere alla coppia un percorso di vita familiare ma è stato tolto il riferimento alla fedeltà. La considero un passo indietro. La stepchild adoption estendeva la possibilità di adozione del figlio del coniuge anche nelle coppie omosessuali ed era per proteggere i bambini. Il problema è che c’è la tendenza ad identificare maternità e paternità con il dato biologico» ha concluso la relatrice.

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