MATRIMONI GAY IN SCOZIA

105 voti a favore e 18 contrari Edinburgh, 4 febbraio 2014

Dopo solo sei mesi di discussione, il Parlamento della Scozia ha approvato a larga maggioranza il Marriage and Civil Partnership (Scotland) bill, che prevede il matrimonio tra le persone dello stesso sesso, unendosi a Inghilterra e Galles.

In base alla norma, considerata tra le più avanzate al mondo, le confessioni religiose potranno scegliere se celebrare nozze tra persone dello stesso sesso.

Le persone transessuali potranno continuare a rimanere sposate (prima erano obbligate a divorziare perché le nozze tra persone dello stesso sesso non erano riconosciute).

Il segretario alla Salute scozzese, Alex Neil, ha definito l’approvazione del provvedimento come “una delle grandi giornate storiche del Parlamento”.

Tom French, coordinatore dell’Equality Network, ha definito il voto come“un momento di enorme commozione per moltissime persone che sono cresciute in un paese in cui essere omosessuale era reato fino al 1980”

Come era prevedibile, commenti negativi sono stati espressi da leader religiosi ed in particolare dalla chiesa Cattolica.

All’appello del Regno Unito manca l’Ulster (Irlanda del nord) che però ha fatto sapere di non voler seguire l’esempio.

Le unioni civili in Scozia offrivano già dei diritti alle coppie omosessuali, ma non avevano lo stesso valore legale del matrimonio civile tra coppie eterosessuali (in Italia invece non abbiamo nemmeno le prime).

14/06/14 RENZI ANNUNCIA A SETTEMBRE UNIONI CIVILI

Il Presidente del Consiglio ha annunciato che a settembre verrà approvata la legge sulle Unioni Civili.

Il modello a cui si ispira il progetto proposto dal PD è la “civil partnership”, nata in Inghilterra, e tuttora in vigore in Germania. Una sorta cioè di equiparazione al matrimonio, stessi diritti, stessi doveri: chi vorrà “sposarsi” dovrà iscriversi in un apposito registro.

Le  Unioni Civili  garantiranno alle persone dello stesso sesso gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate, dalla reversibilità della pensione alla facoltà di adottare il figlio del partner, dalla certezza di potersi assistere reciprocamente in ospedale, ai diritti di successione e di eredità. Unica differenza con le coppie eterosessuali: nelle unioni omosex non è consentita l’adozione di bambini, al di fuori appunto della “stepchild adoption”, che permetterà l’adozione dei figli di uno dei contraenti, norma attesa da tante famiglie Arcobaleno.

I testi di legge in discussione inoltre non prevedono soltanto l’istituzione delle unioni civili omosex, ma anche i “patti di convivenza” per le coppie di fatto eterosessuali. Qualcosa di molto diverso però. Gli eterosessuali che scelgono di convivere e di non sposarsi potranno contare soltanto su alcuni diritti garantiti. Visto infatti che per loro è possibile il matrimonio, è la filosofia della legge, è evidente che chi non si sposa non vuole nemmeno essere tutelato dai diritti-doveri previsti dalle nozze.

Un passo importante, anche se non ancora il matrimonio, che però ora attende il varo della Commissione e del Parlamento dove già si sono registrate marcate differenze nella maggioranza, sia nel centro destra che in parte del PD.

La speranza è che non vi siano compromessi al ribasso e che non si registrino, come è avvenuto per la legge contro l’omofobia, pastrocchi, incoerenze e battute d’arresto. Staremo a vedere.