“gender cos’é e cosa non é” serata informativa ad Olginate

Cender cos'è l'ideologia gender?

Da qualche tempo, sulle pagine dei giornali e su internet, si sta svolgendo una grande discussione su una presunta “teoria del gender”, dalle caratteristiche assai confuse e che sembra generare molta preoccupazione nelle persone ed in alcune istituzioni. Spesso viene presentata come una minaccia e un pericolo per l’educazione dei nostri figli, altre volte come un’ideologia che mira a sovvertire un ordine precostituito, una minaccia per la famiglia.

Ma “cosa è veramente il gender?” pochi lo sanno realmente spiegare se non ripetendo frasi fatti desunte unicamente dalla propaganda di coloro che lo descrivono come una minaccia. Allora può essere necessario capire anche “cosa non è il gender?”. Chi lo descrive come una minaccia su quali basi scientifiche si muove e cosa sta alla base di questa campagna di disinformazione? Perché i concetti intorno alla questione del genere e dell’identità sessuale, dopo anni di studio ed applicazione sono divenuti per alcuni un’ideologia?

Perché si cerca di creare un muro di paura nelle scuole tutte le volte che si affrontano le questioni legate al “genere”, perché alcuni progetti vengono pesantemente contrastati e diffamati se contengono temi legati alla sessualità, al genere, all’orientamento sessuale?

La questione della presunta teoria del Gender ha assunto ultimamente anche una chiara connotazione politica. Vi sono anche sul nostro territorio amministrazioni locali che si definiscono anti-gender e che attraverso atti amministrativi proclamano la loro avversità a tale teoria senza sapere realmente di cosa si tratta. L’amministrazione regionale lombarda che ha costituito un centralino anti-gender a dire il vero poco utilizzato e costato alle casse dei lombardi più di 30.000 euro.

Per comprendere meglio sia la natura di tale campagna e quali questioni scientifiche stanno alla base di questi argomenti, abbiamo invitato uno degli autori della Guida orientativa sul Gender.

L’incontro è rivolto alle famiglie, agli educatori ed insegnanti ma anche agli amministratori locali che spesso affrontano queste questioni senza molta preparazione.

Durante la serata verrà distribuito un opuscolo informativo e divulgativo che riassume le tematiche trattate dall’autore nella “ Guida orientativa sul Gender”, edita in collaborazione con la Società Italiana di Psicoterapia per lo Studio delle Identità Sessuali (SIPSIS) ed ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Genere Identità e Cultura (GIC), del Centro di Ateneo Sinapsi dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e dell’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere (ONIG).

Ospite Paolo Rigliano, psichiatra e psicoterapeuta, vive e lavora a Milano, dove ha diretto fino al 1990 un servizio per le tossicodipendenze. Attualmente dirige una struttura psichiatrica territoriale, si occupa di formazione, supervisione e trattamento delle dipendenze, e collabora con comunità e associazioni del privato sociale, come il Coordinamento nazionale delle Comunità d’accoglienza e la Caritas.

Tra le sue ultime opere: “Guida orientativa sul Gender”(con Federico Ferrari e E.M. Ragaglia 2016-Sipsis), “Gesù e le persone omosessuali” (2015-la Meridiana), “Curare i gay? Oltre l’ideologia riparativa dell’omosessualità” (con Jimmy Ciliberto e Federico Ferrari 2012- Raffaello Cortina), “Amori senza scandalo. Cosa vuol dire essere lesbica e gay” (2001-Feltrinelli).

23/07/2016 L’IDEOLOGIA ANTI GENDER IN REGIONE LOMBARDIA COSTA 30.000 EURO

30,000 Euro assegnati all’AGE l’associazione dei genitori ultra cattolici per gestire il telefono anti-gender. Dopo aver disseminato menzogne e paure inesistenti ora passano all’incasso con i soldi della Regione Lombardia. Ancora una volta l’ideolgia conservatrice cattolica di chi gestisce politicamente la Regione Lombardia usa i soldi di tutti per sostenere la discriminazione basata sull’identità di genere e l’orientamento sessuale. Vergognoso. Ricordiamo che solo tre giorni fa il Consiglio di Stato aveva bocciato la decisione della Regione Lombardia di far pagare le prestazioni mediche soltanto alle coppie che ricorrono alla fecondazione eterologa, mentre era gratuita per la fecondazione omologa. La sentenza dice quella decisione “realizza una disparità di trattamento lesivo del diritto alla salute delle coppie affette da sterilità o da infertilità assolute”. Discriminare pare essere diventata una prassi al Pirellone e lo fanno in nome di una religione

18/03/2016 PAPA’ MAMMA E GENDER INCONTRO CON MICHELA MARZANO

Si è svolto venerdi 18 marzo ad Osnago l’incontro “Gender, diritti, uguaglianza” promosso da “Progetto Osnago” con Michela Marzano, autrice di “Mamma, papà e gender”, le associazioni “Renzo e Lucio” di Lecco e “Amnesty International” di Merate e l’onorevole Veronica Tentori.

Durante la serata Michela Marzano ha spiegato che ha scritto questo libro per cercare di fare chiarezza di fronte alle numerose inesattezze che da tempo sentiva nel nostro Paese a riguardo della fantomatica ideologia del Gender.

Il suo intervento è partito dall’analisi di due video che circolavano su internet ad opera dell’associazione Pro Vita e della Manif Pour Tous Italia e che confondono idee e piani di realtà.

«L’orientamento sessuale non ha a che vedere con l’identità di genere perché un ragazzo sa di essere uomo ma questo non significa che sia necessariamente attratto da una ragazza e viceversa. Serve dirlo e aggiungere che non si sceglie l’identità di genere ma nemmeno l’orientamento sessuale che è un modo di essere. E l’orientamento sessuale non c’entra con le pratiche sessuali»

La relatrice è poi intervenuta contro lo stralcio della “stepchild adoption” dal DDL Cirinnà che proponeva il riconoscimento del legame tra il compagno o la compagna del padre o della madre biologica con il bambino «al centro del testo Cirinnà non ci sono i diritti individuali ma relazionali, ovvero la possibilità di condividere diritti e doveri. La legge doveva permettere alla coppia un percorso di vita familiare ma è stato tolto il riferimento alla fedeltà. La considero un passo indietro. La stepchild adoption estendeva la possibilità di adozione del figlio del coniuge anche nelle coppie omosessuali ed era per proteggere i bambini. Il problema è che c’è la tendenza ad identificare maternità e paternità con il dato biologico» ha concluso la relatrice.

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