30/08/2016 CAOS TRASCRIZIONI DEI MATRIMONI CONTRATTI ALL’ESTERO LA DENUNCIA DI CERTI DIRITTI

( riportiamo un articolo dal sito www.gaypost.it )

Non c’è pace per le unioni civili in Italia. Nonostante la legge sia ormai pienamente efficace, il decreto ponte emanato e nessun alibi sia più possibile addurre per non celebrarle seguendo le regole, si assiste ormai quotidianamente a vere e proprie via crucis a cui sono sottoposte le coppie omosessuali in molti comuni. L’ultima denuncia arriva dall’associazione Certi Diritti e riguarda la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero. Poco più di un adempimento amministrativo che la legge prescrive venga fatto nel modo più semplice possibile. Eppure, nei fatti, le cose vanno in tutt’altro modo.

Yuri Guaiana, segretario di Certi Diritti

“Seguendo numerose di queste coppie – si legge in una nota diffusa dall’associazione radicale – , abbiamo riscontrato che la confusione regna sovrana:

alcuni comuni vogliono il certificato di matrimonio rilasciato da meno di 6 mesi, altri accettano il certificato autenticato, legalizzato e nel caso apostillato, rilasciato oltre i 6 mesi come sarebbe giusto; alcuni comuni accettano l’estratto dell’atto di matrimonio, mentre altri no; molti comuni affermano di non avere ancora i registri e di non avere il programma per la trascrizione, mentre altri usano un registro provvisorio; alcuni comuni ritengono che i documenti vadano presentati solo al Consolato italiano del Paese dove era avvenuto il matrimonio anche se non era quello di residenza; alcuni comuni non hanno nemmeno i moduli per la presentazione dell’istanza costringendoci a consigliare alle coppie di consegnare quelli disponibili sul sito del Comune di Milano; c’ è persino qualche comune che ha detto alle coppie che si sarebbero dovute unire di nuovo civilmente, una vera e propria assurdità!”.

Una situazione ingestibile, per le coppie, che si sentono rispondere cose diverse da amministrazioni diverse, come se non ci fosse una normativa nazionale uguale per tutti. “La legge sulle unioni civili – precisa ancora Certi Diritti – dice chiaramente al comma 35 che «le disposizioni di cui ai commi da 1 a 34 acquistano efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge» e quindi tutti questi ritardi e tutte queste difficoltà sono tecnicamente fuori legge. Ricordiamo inoltre che i matrimoni celebrati all’estero sono trascrivibili come unioni civili in Italia , mentre le unioni civili sottoscritte all’estero lo sono soltanto quando modificano lo stato civile delle persone che le hanno sottoscritte”.

“Nonostante le difficoltà – dichiara il segretario Yuri Guaiana -, l’Associazione Radicale Certi Diritti è riuscita a ottenere la trascrizione di vari matrimoni, tra cui alcuni contratti in Brasile e a Oporto. Ma non si può andare avanti così! Chiediamo quindi all’ANCI di intervenire per fare in modo che tutti i Comuni italiani rispettino la legge e registrino subito almeno i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Chiediamo inoltre al Governo di fare in fretta ad emanare i decreti applicativi e di fare sì che essi chiariscano in maniera definitiva il nodo delle trascrizioni senza lasciare più adito ad alcun dubbio”.

Yuri

10/09/2014 REGGIO EMILIA SI AI MATRIMONI SAME-SEX CONTRATTI ALL’ESTERO

Il consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato una mozione presentata da Luisa Lucenti (consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà) a favore del riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero. Una decisione che segue quelle prese a Napoli e Bologna in un positivo effetto a catena.

Come hanno votato in consiglio comunale

Sono stati 23 voti i voti a favore (compreso il Movimento 5 Stelle), 4 gli astenuti e 6 i contrari. Il sindaco Luca Vecchi ha dato il suo impegno a trascrivere i matrimoni nei registri di stato civile del Comune di Reggio Emilia. Si segnalano quattro astensioni all’interno del gruppo Pd (dell’ala cattolica del partito) e sei consiglieri contrari (Progetto Reggio, Lega Nord e Forza Italia).

Il sindaco ha dichiarato:

Il sindaco Luca Vecchi ha dichiarato “”Abbiamo davanti delle persone che, ancorché dello stesso sesso, sono legate dall’affetto e dall’amore, che diritto ho io di dire che due persone dello stesso non possono volere sposarsi, al di la delle questioni di interpretazioni di leggi? E comunque l’art. 29 della costituzione già ci obbligherebbe ad avere matrimoni tra persone dello stesso sesso”

07/10/14 ALFANO: NO RICONOSCIMENTO MATRIMONI GAY CELEBRATI ALL'ESTERO, MA I SINDACI NON CI STANNO

Cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero perché le registrazioni sono di competenza dello Stato. E’ questa la volontà del Ministra Angelino Alfano con un invito rivolto a tutti i prefetti del Paese: “La disciplina – vi si legge – dell’eventuale equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso e la conseguente trascrizione di tali unioni nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del legislatore nazionale”.

Subito la reazione dei sindaci, chiamati in causa dalla circolare del Ministro, da Bologna, Napoli, Grosseto e Milano. Giuliano Pisapia replica: “Il Comune di Milano continuerà senza “alcun dubbio” a trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Non ho alcun dubbio tanto più che il consiglio comunale a larghissima maggioranza ha chiesto al sindaco, che già aveva questa intenzione, la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero”.

“Voglio aggiungere – ha proseguito il sindaco di Milano – che è la stessa legge che prevede espressamente che l’ufficiale di stato civile deve trascrivere il matrimonio celebrato all’estero, salvo che non sia contrario all’ordine pubblico. Ma la Corte costituzionale ha detto recentemente che non c’è contrarietà all’ordine pubblico”. “Questi temi sono di competenza del parlamento su proposta del governo o anche su proposta del parlamento stesso – ha concluso Pisapia – Ma stiamo parlando del matrimonio fra omosessuali, non certo della trascrizione di un matrimonio che nel Paese in cui è stato celebrato è del tutto legittimo e regolare”.