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DOMANDE E RISPOSTEIn questa sezione cerchiamo di rispondere alle svariate domande che spesso ci sentiamo rivolgere - dagli studenti durante gli interventi nelle scuole, dai colleghi sul luogo di lavoro, dagli amici, dai genitori - nella speranza di cercare insieme di FARE INFORMAZIONE e dipanare un po' di confusione, notizie false, stereotipi, Spesso il pregiudizio nasce dalla ignoranza, mentre l'incontro con l'altro richiede un confronto ed una conoscenza dell'altrui realtà Invitiamo tutti a porre domande, su qualunque tema, anche quelle più "fastidiose": noi cercheremo, per quanto possibile di rispondere.
Una legge specifica contro l'omofobia non introdurrebbe una disuguaglianza ?
La legge non creerebbe affatto una situazione di privilegio. L'elemento discriminante per l'aggravante, infatti, non è l'orientamento sessuale della persona aggredita, ma la motivazione che sta alla base della aggressione. Chiariamo con degli esempi: se il tuo vicino di casa ti massacra di botte perchè il tuo cane gli ha sporcato il pianerottolo, oppure un tale in discoteca ti mena perchè gli hanno detto che hai offeso sua madre, o il collega ti spacca il naso perchè è convinto che hai fatto lo stronzo col capo e via dicendo..., l'aggressione viene puntita nel medesimo modo, indipendentemente che tu sia omosessuale o meno. Pero' se Caio aggredisce Tizio, magari senza nemmeno conoscerlo o averlo mai visto prima, PER IL SOLO FATTO CHE TIZIO E' OMOSESSUALE, allora si tratta di reato d'odio - nel caso specifico omofobia - che costituisce una aggravante alla aggressione, così come si ha l'aggravante di razzismo se una persona viene aggredita per il solo fatto di essere di diversa razza, o antisemitismo se la motivazione dell'aggressione è la religione ebraica della vittima. Questo perchè, come stabilito nell'ottobre 2009 dal Congresso Americano con un emendamento allo Hate Crimes Bill denominato Matthew Shepard Act, l'omofobia rientra tra i reati d'odio (hate crimes in inglese) al pari dell'odio razziale o religioso. Una legge contro l'omofobia, inoltre, è necessaria per regolamentare non solo la violenza, ma tutte le forme di discriminazione che potrebbero avere alla base l'odio omofobico. Tra questi, per esempio, i casi di discriminazione sul lavoro, sulla assegnazione della locazione di un appartamento, sull'accesso ad un luogo pubblico (a Londra, dove una legge contro l'omofobia esiste, il gestore di un pub è stato denunciato e sospeso dal servizio per essersi rifiutato di servire un gruppo di ragazzi gay: esattamente la stessa denuncia che avrebbe avuto se si fosse rifiutato di servire un gruppo di ragazzi di colore) La presenza di una legge, infine, crea cultura ed è il primo solco verso la strada della tolleranza e del rispetto, così come è avvenuto per le altre forme di odio e di intolleranza. Nota:
Nel nostro paese esiste già una legge, la legge Mancino, che regolamenta e punisce i casi di "discriminazione razziale, etnica e religiosa". Basterebbe estendere tale legge anche ai casi di discriminazione omofobica e transfobica.
L'omosessualità è una malattia ?
Il 17 maggio 1990 (più di venti anni fa) l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha depennato l'omosessualità dall'elenco delle malattie psichiatriche.
L'OMS definisce ufficialmente l'omosessualità come una variante NATURALE dell'orientamento sessuale, esattamente come l'avere i capelli rossi è una variante naturale del colore dei capelli.
Si tratta cioè di una caratteristica della persona, tra le tante che compongono l'individuo, così come l'essere mancini piuttosto che destrorsi.
Dato quindi che l'omosessualità NON è una malattia, è improprio ed errato parlare di cure. In particolare sono prive di fondamento (oltre che provatamente inefficaci) le cosiddette "teorie riparative", inventate in America da Joseph Niccolosi, a cui in Italia fanno riferimento associazioni come il Gruppo Lot di Luca di Tolve (il Luca cantato da Povia).
L'American Psychological Association (APA) ha emesso nel 1997 una risoluzione nella quale ribadisce che l'omosessualià non è un disordine mentale e perciò SI OPPONE ad ogni rappresentazione di lesbiche, gay e bisessuali come persone bisognose di un trattamento per il loro orientamento sessuale.
Più vicino a casa nostra, e più recentemente, il 14 maggio 2010, l'Ordine degli Psicologi della Lombardia delibera che:
"Qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l'eterosessualità o verso l'omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti e le cosiddette 'terapie riparative', rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di 'cambiare' o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di favorire la piena accettazione di se stessi."
Dice il Dr. Mauro Grimoldi, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia:
"E' il concetto stesso di riparazione ad essere sbagliato. Si ripara un'auto quando questa è guasta. Negli omosessuali non c'è niente di guasto; chi la pensa diversamente vive evidentemente in un mondo impregnato di una ideologia che non permette di vedere la realtà, neppure quella dell'evoluzione delle scienze umane e quindi di lavorare nel rispetto delle diverse posizioni individuali.
Consigliamo i colleghi psicologi di diffidare, nella pratica clinica e nella scelta delle teorie di riferimento, dalle teorie riparative dell'omosessualità, o da ogni teoria che voglia modificare a priori l'identità sessuale del soggetto."
Nota:
L'omosessualità è contro natura ?
Il fatto stesso che in natura esistano persone omosessuali risponde alla domanda, dato che le persone omosessuali non sono fatte di plastica o costruite in laboratorio. E infatti l'organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha definito l'omosessualità come una variante naturale dell'orientamento sessuale. Dichiarare contro natura l'omosessualità è come dichiarare contro natura l'avere i capelli rossi o l'essere mancini, vorrebbe dire cioè affermare che la natura genera qualcosa contro se stessa.
L'omosessualità è presente in ogni periodo storico, in ogni area geografica, in ogni cultura e ogni ceto sociale, a dimostrazione che non è il frutto di un condizionamento economico o culturale, ma è una caratteristica naturale intrinseca dell'individio. Vi sono, poi, culture o ambienti dove per l'individuo è più facile prendere coscienza e esprimere liberamente il proprio orientamento sessuale e altre in cui questo viene invece osteggiato o represso.
Ancora più interessante, a confutazione della tesi secondo la quale l'omosessualità sarebbe innaturale, è la presenza e la diffusione di pratiche omosessuali e di comportamenti omogenitoriali nel mondo animale. Un numero sempre crescente di scienziati confermano l'esistenza dell'omosessualità permanente in specie che formano coppie permanenti come i pinguini o i piccioni, ma anche in specie non monogame come le pecore.
Petter Bøckman, il consulente scientifico della mostra Against Nature sospetta che la reale portata del fenomeno possa essere molto più ampia di quanto riconosciuto correntemente:
"È provato che il comportamento omosessuale esiste in tutte le specie, eccetto in quelle che non hanno rapporti sessuali come l'echinoidea (riccio di mare) e gli afidi. Inoltre, parte del mondo animale è ermafrodita, letteralmente bisessuale. Per loro l'omosessualità non è un problema"
Comportamenti omosessuali sono stati documentati, tra gli altri, nei seguenti animali:
Cane, Gatto, Bisonte americano (che a quanto pare sarebbe l'animale con la maggiore percentuale di omosessuali), Cigno nero, Gabbiano, Anatra, Pinguino, Bonobo e altre scimmie, Delfino, Libellula, Elefante, Moscerino della frutta, Giraffa, Macaco giapponese, Leone, Lucertola, Furetto, Pecora, Iena, Tricheco, Orso, Cervo, Lamantino.
Nota:
Le coppie omosessuali sono contro la famiglia tradizionale ?
Tra tutte le forme di propaganda utilizzate per ostacolare il riconoscimento delle coppie omosessuali, questa, oltre ad essere falsa, è forse una tra le più stupide affermazioni possibili.
Ovviamente no, non siamo contro la famiglia.
Innantitutto perchè, eccezioni a parte, siamo nati e cresciuti in una famiglia tradizionale che ci ha accudito e a cui vogliamo bene. E altrettanto vogliamo bene alle famiglie dei nostri fratelli, sorelle, amici.
In secondo luogo perchè se non credessimo nel modello della famiglia non cercheremmo di formarne una anche noi.
Riconoscere e tutelare le tante famiglie omosessuali esistenti nel nostro paese non costituisce alcuna minaccia per la famiglia tradizionale, come spesso viene falsamente propagandato. I diritti non sono una coperta corta da spartire, per cui il darli ad alcuni cittadini comporta il sottrarli ad altri.
Anzi, la rimozione delle discriminazioni e la parità di diritti rende l'intera società più forte, mentre quando vengono negati alcuni diritti al alcuni cittadini, tutta la società ne rimane impoverita.
Questo è stato capito da molte famiglie eterosessuali che combattono al nostro fianco, perchè possiamo finalmente ottenere quei diritti che i nostri vicini europei hanno e che invece in Italia vengono, purtroppo, ancora negati.
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