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V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E
Admin
Inserito il - 13/10/2009 : 18:55:56 TG3
Repubblica.it 13 ott 2009
Maggioranza e l'Udc fanno decadere il provvedimento che chiedeva maggiori protezioni Salta la mediazione, accuse reciproche ed è polemica anche nel nel Pd Omofobia, affossata la legge Il Pdl la blocca, polemiche nel Pd Nove ex membri di Alleanza Nazionale votano contro la bocciatura della legge
ROMA - Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.
Questa la successione dei fatti. Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature al testo". Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento. Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.
Poi la svolta. A sorpresa. La Camera boccia e la Concia ne ha per tutti: il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione". Una votazione che spacca sia la maggioranza che l'opposizione.
Nel Pdl: i finiani votano contro - In realtà - denunciano i parlamentari Pdl - era stato raggiunto un accordo "per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, rinviandola all'esame della commissione e arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula". Violato il patto, "anche noi abbiamo votato contro". Ma la posizione nel Popolo della Libertà non è stata univoca. Nove deputati hanno votato contro la pregiudiziale di costituzionalità. Sono ex membri di Alleanza Nazionale molto vicini al presidente della Camera Gianfranco Fini. Tra questi Italo Bocchino, Giuseppe Calderisi, Chiara Moroni, e Adolfo Urso. E inoltre nel Pdl si sono registrate anche dieci astensioni tra cui quelle dei ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi e della presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno.
Nel Pd: la Binetti contro Franceschini - Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il rinvio perchè non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza, cosa che Franceschini commenta: "E' un problema, un signor problema". E la replica della Binetti arriva a stretto giro: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato. Le mie e quelle di tante altre persone".
Manifestazione davanti Montecitorio - Il movimento “I Have a Dream” sta convocando una manifestazione spontanea, via web ed sms davanti a Montecitorio. L'appuntamento è stasera alle 21. La manifestazione non è autorizzata. Ad ogni persona si chiede di portare candela e bandiera della pace.
Il commento dell'Arcigay - "Abbiamo assistito ad uno spettacolo vergognoso con interventi da parte di esponenti dell'UDC che hanno accostato l'orientamento sessuale a incesto e pedofilia" Questo il commento di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay che ha annunciato una serie di iniziative per i prossimi giorni.
3 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti)
Admin
Inserito il - 19/10/2009 : 20:40:47
Admin
Inserito il - 18/10/2009 : 11:52:35 Repubblica.it 14 ottobre
L'Alto Commissario per i diritti umani, Navi Pillay, punta l'indice contro il Parlamento Per gli omosessuali "necessaria piena protezione". Critiche anche per il reato di clandestinità Omofobia, la denuncia dell'Onu "L'Italia ha fatto un passo indietro"
BRUXELLES - "Affossare la legge contro l'omofobia è stato un passo indietro per l'Italia". L'Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, mette sotto accusa l'Italia. E denuncia le scelte del Parlamento, che non tengono conto delle violenze di cui sono spesso fatti oggetto gli omosessuali: "Per loro è necessaria una piena protezione".
Navi Pillay entra a gamba tesa nella già accesa discussione nata dopo la bocciatura della legge che avrebbe introdotto l'aggravante per i reati commessi in danno di persone colpite per il loro orientamento sessuale. "L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi - ha detto il commissario Onu - ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita". Secondo Pillay, che era a Bruxelles per l'apertura del nuovo ufficio Onu per i diritti umani nell'Unione europea, è necessaria quindi "una piena protezione" per gli omosessuali.
Navi Pillay aveva già apertamente criticato il governo italiano per le scelte in materia di respingimenti dei migranti. Oggi il commissario per i diritti umani è ritornato sul problema sicurezza in Italia, criticando ancora una volta la circostanza aggravante della clandestinità contestata agli immigrati irregolari che commettano un crimine. "E' una discriminazione. Per gli immigrati irregolari - ha sottolineato Pillay - non ci può essere una sospensione dei diritti umani. Per punire lo stesso reato, dovrebbero esserci le stesse regole per chiunque. Non escludo - ha concluso il commissario - che l'Onu possa chiedere all'Italia di modificare la legge"
piropisu
Inserito il - 13/10/2009 : 20:35:20 VERGOGNOSA QUESTA POLITICA COMPLICE DELLA VIOLENZA
Apprendiamo la notizia dell’affossamento da parte della Camera della legge Concia contro l’omofobia. L’ennesima farsa della politica italiana che ancora non sa essere fedele all’articolo 3 della Costituzione. L’ennesima farsa dei due schieramenti che si palleggiano responsabilità e colpe e che si dimostrano lontani dal Paese e dalla realtà. Che senso hanno allora le affermazione di condanna degli ultimi atti di omofobia se poi, alla prova dei fatti, tutti si dimostrano sordi ad agire per evitare altri episodi di violenza e discriminazione. Ancora una volta deputati che si definiscono cattolici sono stati artefici di un atto di inciviltà negando una protezione legislativa a chi da tempo subisce atti di violenza, ancora una volta è prevalsa l’ideologia religiosa ed intransigente, ancora una volta è stata negata la dimensione laica al nostro Stato. Questo ulteriore schiaffo ci convince ancor di più a sostenere la nostra manifestazione prevista per sabato prossimo 17 ottobre, un corteo che sfilerà per le vie di Lecco fino a giungere davanti al comune. Invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla marcia “LECCO DICE NO ALL’OMOFOBIA” che sabato pomeriggio alle ore 17 si muoverà da piazza Manzoni angolo via Roma e sfilerà per le vie di Lecco per giungere davanti al Comune. Lecco dice no all’omofobia e no ai politici che con il loro atteggiamento continuano ad armare una cultura di cui l’omofobia è solo il frutto e che nega i diritti, discrimina i cittadini, ed è compiacente di chi alle differenze oppone violenza ed esclusione. Mauro Pirovano Presidente di Renzo e Lucio