Lecco dice no all'omofobia SABATO 17 OTTOBRE 2009 21:37 GIUSEPPE MAZZOLENI
Un corteo di più di cento persone, festanti e con molti striscioni e bandiere, ma nello stesso tempo decise a farsi sentire nella città di Lecco. Di cosa parliamo? Della manifestazione organizzata da Renzo e Lucio sul problema dell’omofobia, salito agli onori della cronaca negli ultimi mesi, ma ancor di più dopo la recente votazione negazionista alla Camera dei Deputati.
E’ stato molto strano vedere una simile protesta nella città di Lecco che è nota per essere una cittadina un po’ “bacchettona”. Il corteo si è snodato per le vie del centro per arrivare nella piazza davanti al comune dove hanno preso la parola diversi rappresentanti delle numerose Associazioni che hanno aderito alla manifestazione.
Molti i temi scottanti portati all’attenzione della gente. Il recente smacco dato con la votazione del Parlamento Italiano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spiega Mauro Pirovano Presidente dell’Associazione Renzo e Lucio. Se prima, a causa dei recenti attacchi a gay e lesbiche, perpetrati su tutto il territorio nazionale, la questione dell’omofobia era grave, dopo questa votazione lo è ancor di più in quanto il messaggio che è passato è quello per cui queste violenze sono giustificate.
Mauro ha comunque rilevato che un certo cambiamento positivo negli ultimi anni c’è stato ed è quello che i sentimenti di gay e lesbiche possono essere manifestati pubblicamente, come tenersi per mano e che per prime queste persone devono uscire dal timore di esprimere pubblicamente i propri sentimenti, non nascondendosi più, altrimenti questo non potrà altro che fomentare ancor più l’omofobia.
Pirovano ha proseguito il suo intervento con duro attacco alla Chiesa, intesa come istituzione, in quanto non è ammissibile che un piccolo Stato detti le regole e leggi ad un altro Stato su come si debba agire e legiferare nei confronti di una parte della gente. Per il Presidente di Renzo e Lucio è il momento che lo Stato Italiano diventi veramente laico.
In conclusione ha rivolto un’istanza alle Istituzioni affinché intervengano a favore delle famiglie che vivono queste realtà, che abbiano maggior diritti e tutele e che siano gli stessi eterosessuali ad attivarsi verso un reale cambiamento della società aiutando gay e lesbiche ad ottenere i loro diritti.
Giuseppe Mazzoleni
Commento aggiunto on line
forse è utile far pensare questa città "baccchettona", questi politici "cattolici" che si muovono e votano secondo coscienza che fanno un torto anche a loro stessi, al lro credo, ai loro valori. A cui dicono attenersi. Perchè mi sembra evidente che, o non si sono mai fatti domande, o peggio, hanno dato la risposta sbagliata. Dio non fa pezzi sbagliati. (paolo trezzi)
«No all’omofobia», corteo in centro città di GIANNI RIVA
— LECCO —
«VENT’ANNI fa eravamo sconosciuti. Ora siamo qui anche a Lecco per manifestare in favore dell’amore fra uguali, che non è diverso fra una donna e un uomo. Chi lotta contro l’amore è destinato a perdere». Così Cristina Granolini dell’ArciLesbica Zami di Milano che ha concluso ieri in piazza Diaz la manifestazione promossa dall’Associazione Renzo & Lucio dal tema: «Lecco dice no all’omofobia». Oltre cento persone hanno partecipato al corteo per le vie della città, sotto gli occhi di lecchesi distratti dalle commissioni del fine settimana. Alcuni hanno applaudito ai manifestanti, molti anche quelli che hanno sorriso sarcasticamente.
LA PROTESTA di gay e lesbiche lecchesi è partita dal recente affossamento da parte della Camera della legge Concia contro l’omofobia. «Siamo contenti della partecipazione - spiega Mauro Pirovano, presidente dell’associazione «Renzo & Lucio» che conta 150 iscritti - perché abbiano voluto denunciare l’ennesima farsa della politica italiana incapace di essere fedele all’articolo 3 della Costituzione». «L’ennesima farsa dei due schieramenti che si palleggiano responsabilità e colpe e che si dimostrano lontani dal Paese e dalla realtà - aggiunge -. Mi domando che senso abbiano le affermazioni di condanna degli ultimi atti di omofobia se poi, alla prova dei fatti, tutti si dimostrano sordi ad agire per evitare altri episodi di violenza e discriminazione. Questo ulteriore schiaffo ci ha convinto ancor di più a sostenere la nostra manifestazione».
ALL’INIZIATIVA - la prima di questo tenore che si è tenuta nel capoluogo - hanno aderito anche alcuni politici e personaggi delle associazioni locali. Tra Albetrto Anghileri, segretario cittadino della Cgil. Hanno dato la propria adesione anche Luca Cesana, consigliere comunale e Fabio Dadati, assessore provinciale. Entrambi sono rappresentanti del centrodestra. Proprio Dadati è stato attaccato da Duccio Facchini dell’associazione «Qui LeccoLibera», che dice: «Deve decidere da che parte stare». Giuseppe Mambretti, assessore comunale, commenta con una critica: «Sono contro le violenze fatte agli omosessuali ma contesto i toni accesi da parte dei manifestanti. Così non si va da nessuna parte».
Eccomi reduce dalla mia prima manifestazione anti omofobia.... Certo, se uno pensa "oddio quello mi avrà visto!", oppure "mamma mia c'è anche la televisione!", e in più si immagina a sfilare nel bel mezzo delle strade di Lecco dietro allo striscione di Renzo e Lucio, forse gli prende un po' male.... poi, quando mi rendo conto di quello che sto facendo, dell'importanza di questo momento, la vergogna lascia spazio all'orgoglio e alla soddisfazione di poter dire: " ne ho avuto il coraggio", forte che lo sto facendo insieme ai miei compagni di associazione, e la loro presenza, il poter dire "anche per voi è così" mi trascina in balia del corteo senza più freni. E allora via di fischietto a più non posso per gridare il mio basta; un basta che viene da lontano, che ribolle dal profondo delle mie viscere, un basta forte e rabbioso per il silenzio a cui mi condanno ogni giorno, per sputare fuori le tossine accumulate da anni. Alla faccia di chi ci odia e di ci dimentica. Io sono, e da ieri sono ancora di più. E alla fine, tutti insieme a festeggiare in pizzeria per condividere le belle sensazioni che quel pomeriggio ci ha regalato... Grazie ragazzi,
La partecipazione alla manifestazione ha sopreso molto anche me. Mi ricordo che dopo poco che il corteo è partito e noi di Radicali Lecco eravamo in coda, delle signore con passeggini vari si erano frapposte tra il nostro gruppo ed il resto dei manifestanti; stavo per incitare gli altri a sorpassarle quando ho realizzato che non erano signore e famiglie intente allo shopping del sabato pomeriggio ma parteipavano alla manifestazione. Forse qualcosa sta cambiando anche in questa città. E molto è merito di R&L. Grazie.
SABATO IN CENTRO IN CORTEO PER DIRE NO ALL'OMOFOBIA
Lecco - Hanno marciato dietro allo striscione «Lecco dice no all'omofobia», rispondendo all'appello lanciato dall'associazione Renzo e Lucio.
Sono stati un centinaio i lecchesi che in un freddissimo sabato pomeriggio hanno marciato per le vie del centro cittadino per testimoniare la loro ferma condanna alla discriminazione in base alla tendenze sessuali, la solidarietà alle vittime della discriminazione e degli episodi di violenza che si ripetono purtroppo sempre più spesso..