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Città: Lecco


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Inserito il - 04/01/2010 : 13:36:49  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia dal 4 gennaio esercitano uno sciopero della fame ad oltranza per rivendicare il loro diritto a sposarsi.

http://www.youtube.com/v/R2VcSAifT5M&hl=it_IT&fs=1&">

Francesco e Manuel, sono una coppia gay di Savona. Vivono insieme da più di un anno ormai. Come tante coppie omosessuali hanno vissuto senza dare troppo peso alla mancanza di alcuni diritti che li distinguono da i loro amici etero.

Hanno condiviso sempre tutto, casa, vita passioni. Ma questa estate per la prima volta a causa di uno spiacevole episodio si sono resi conto che cosa vuol dire non essere riconosciuti dallo stato italiano come famiglia a tutti gli effetti.

Francesco viene aggredito, rischia grosso anche perché nell’isola dove si trovava non c’erano strutture mediche adeguate.

Da li il dubbio e la paura per Manuel, che avendo Francesco come unica persona che si prendeva cura di lui e con il quale ha sempre diviso tutto, ha rischiato di tornare a casa senza più un ragazzo, e una volta tornato a Savona, a ritrovarsi senza nemmeno una casa visto che risulta tutto di proprietà di Francesco.

Decidono di reagire, vogliono tutelarsi, capiscono che per lo stato sono cittadini di serie B e non ci stanno.

Insieme a diverse altre coppie in Italia affrontano il comune delle loro città, chiedendo l’autorizzazione a sposarsi e ricorrono alla corte costituzionale in risposta alla negazione.

Francesco e Manuel potrebbero essere presto la quinta coppia in Italia che vincerà il ricorso alla corte costituzionale per aver il diritto di potersi sposare, grazie anche al sostegno delle associazioni RETE LENFORD E CERTI DIRITTI.

Francesco Zanardi ha messo su una sua pagina su Facebook e ha lanciato in maniera "provocatoria" un suo gruppo gayitaliani.

Il 4 di gennaio hanno indetto una manifestazione a Roma il D-Day a piazza Montecitorio.

L'iniziativa a Roma sarà ripresa da Radio radicale.

Può essere seguita LiveStream nella home page del sito di Renzo e Lucio.

Potete anche incoraggiarli grazie ad una chat live al seguente indirizzo: http://www.glbt-tv.it/?p=396

Admin
Amministratore


Città: Lecco


211 Messaggi

Inserito il - 04/01/2010 : 13:48:44  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Il movimento spontaneo Gay Italiani promosso e fondato da Francesco
Zanardi e Manuel Incorvaia, terrà lunedì 4 gennaio 2010, alle ore 15, una conferenza stampa sulle ragioni dello sciopero della fame ad oltranza finalizzato al riconoscimento della propria unione da parte delle istituzioni.

Aderiscono e/o partecipano:

- Don Franco barbero, esponente delle comunità cristiane di base;
- Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale Certi Diritti;
- Donatella Poretti, Senatrice radicale - Pd;
- Anna Paola Concia, deputata Pd;
- Vladimir Luxuria, già parlamentare;
- Franco Grillini già parlamentare, Direttore di Gaynet;
- Alessandro Cecchi Paone, giornalista;
- I rappresentanti regionali del movimento Gay Italiani;
- Il movimento spontaneo We Have a Dream;
- I rappresentanti delle associazioni nazionali che partecipano al progetto e al riconoscimento dei diritti della comunità LGBT italiana.

Sono stati invitati all’iniziativa:

- Tutte le associazioni nazionali che intendono intervenire;
- Rita Levi Montalcini;
- Sergio Chiamparino, Sindaco di Torino;
- Federico Berruti, Sindaco di Savona;
- Tutte le coppie che in Italia hanno aderito all’iniziativa di Affermazione Civile;
- Marco Pannella:
- Imma Battaglia;
- Ivan Scalfarotto;
- Fabio Canino;
- Maria Grazia Cucinotta;
- Simona Ventura;
- Rita Dalla Chiesa;
- Tutti gli organi di stampa nazionali e le principali agenzie estere;
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Frank
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Lieve


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Prov.: Lecco
Città: Lecco


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Inserito il - 06/01/2010 : 12:20:45  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Frank Invia a Frank un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Da Repubblica.it (ed. Genova)

Sciopero della fame in diretta web
"Siamo gay. Vogliamo sposarci"



Da Savona parte la battaglia di Francesco e Manuel: una webcam accesa in casa loro finché il Parlamento non riprenderà la discussione sui matrimoni omosessuali. "Conviviamo da due anni ma per lo Stato italiano non esistiamo". I consigli di Pannella che "di digiuni se ne intende"
di Bruno Persano

Lo sciopero della fame lo faranno in diretta web. Francesco e Manuel vogliono sposarsi ma il Parlamento sembra abbia dimenticato il progetto sulle unioni civili. Ieri hanno protestato sotto le finestre di Montecitorio: oggi, dalla casa a Savona, mostrano online la loro vita senza cibo. “Non mangeremo finché Montecitorio non metterà in calendario le proposte di legge sui matrimoni gay”. Non gli piacciano i paragoni con il Grande Fratello ma assicurano che la webcam rimarrà accesa tutto il giorno. “Trasmetteremo sul nostro sito .
Racconteremo i nostri tormenti e vivremo insieme, virtualmente, a tutti coloro che vogliono sostenerci”.

Francesco Zanardi, 38 anni, imprenditore nel settore informatico, fondatore del movimento Gay Italiani, e Manuel Incorvaia, 22 anni, precario, convivono dal 2007 a Villapiana. Hanno un sogno, sposarsi: i parlamentari gli avevano fatto sperare che presto sarebbe stata varata una legge per le unioni civili e anche il sindaco di Savona gli aveva promesso che avrebbe ufficializzato la loro convivenza, ma le parole si sono perse nel vento e dall’agenda politica il progetto è svanito.

Per questo, Francesco e Manuel hanno iniziato lo sciopero della fame. Nonostante le associazioni gay europee li abbiano avvertiti che con i tempi della politica italiana rischiano di morire di fame, la coppia non demorde: “Abbiamo chiesto consiglio a Marco Pannella: chi, meglio di lui, ci poteva consigliare come sopravvivere allo sciopero della fame”, dice con una punta di ironia Francesco. “Ci ha consigliato di bere tre cappuccini al giorno, ingoiare vitamine e bere, bere tanto. Faremo come lui ci ha detto”.

Sono convinti che la loro battaglia sia giusta, e se il web gli permetterà di avere una visibilità maggiore, ben venga internet: “ Vorrà dire che per mantenere un po’ della nostra privacy, ogni tanto abbasseremo l’audio”. Dalla telecamerina montata sul pc si scorge la finestra del salotto che si affaccia sul balcone e nell’o mbra si intravede il sofà. Francesco, tra i due quello che si mostra più disponibile a sostenere il confronto, in maglietta a maniche corte e cuffie alle orecchie, risponde a chi lo chiama, parla della sua condizione e delle discriminazioni di cui spesso è vittima la comunità gay.

“In Italia ci sono due modi per essere omosessuali: l’una, quella scelta da me e da Manuel è mostrasi al mondo così come si è, senza nascondere nulla a nessuno, in pace con se stessi. Oppure non essere visibile: meno problemi sociali ma molti più interni. Lo Stato ti fa sentire un essere sbagliato. Ma noi non siamo sbagliati. Vogliamo il rispetto dei diritti riconosciuto ai coniugi eterosessuali, così come sancito dalla Costituzione”.

Poi Francesco racconta: “Una sera, durante un viaggio in Grecia, sono stato vittima di una grave aggressione omofobica. Mentre ero all’ospedale pensavo: se da qua non uscirò vivo, Manuel perderà tutto. Non solo me, ma anche tutti i miei averi, la casa, le pensione, tutto. Noi due viviamo come marito e moglie, ma per la legge italiana Manuel non ha alcun diritto, non esiste. E queste cose non sono accettabili in uno stato di diritto”.

Sergio Rovasio, segretario dell'associazione radicale Certi Diritti, il primo a sostenere la protesta della coppia di Savona, è convinto che "se in Italia ci fossero 2-300 pazzi come loro, avremmo già fatto la rivoluzione sui diritti civili". ”Ma pazzi non siamo”, replica con lo stesso spirito ironico Francesco. “Ci appoggiano don Franco Barbero, il leader delle comunità cristiane di base; Anna Paola Concia, Vladimir Luxuria e Franco Grillini, parlamentari ed ex parlamentari che da sempre combattono contro le discriminazioni. Andremo avanti con lo sciopero della fame finché la politica italiana non si ricorderà di noi”.
(05 gennaio 2010)
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piropisu
Moderatore


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Inserito il - 06/01/2010 : 21:56:03  Mostra Profilo Invia a piropisu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Carissimi Francesco e Manuel,
vogliamo ringraziarvi per la vostra brillante ed originale iniziativa che state portando avanti in questi giorni.
Siamo convinti che la lotta per la conquista dei nostri diritti è ancora lunga e faticosa e che iniziative come la vostra siano utili a rompere il muro di silenzio che è ormai sceso nel mondo politico italiano sui diritti civili.
Siamo cittadini di serie B, come voi sostenete, e viviamo in uno Stato assurdo che nega diritti ai sui cittadini per sottostare a logiche partitiche ed ad imposizioni clericali-oscurantiste. Se poi guardiamo all’Europa siamo un paese di seri D nel campo dei diritti civili e dell’affermazione della libertà di scelta e di autodeterminazione.
Noi siamo un piccolo gruppo glbt sorto da due anni in una realtà provinciale per rompere il muro di silenzio e spezzare i pregiudizi, ancora troppo diffusi nel nostro territorio. Siamo di Lecco, abbiamo deciso di chiamarci così riprendendo i nomi della coppia più famosa del nostro territorio "Renzo e Lucia", dal celeberrimo romanzo del Manzoni, mettendo però due nomi maschili (ma avremmo potuto anche declinarli al femminile).
Sono passati tanti anni dai "Promessi Sposi" ma c'è sempre qualche Don Rodrigo che si oppone all'amore ed ai sentimenti di altri, ci sono sempre i Bravi, gli scagnozzi del potere, che ancora dicono che "questo matrimonio non s'ha da fare".
Inoltre c'è sempre qualche Don Abbondio, che utilizza il potere che qualcuno attribuisce a Dio, non per legare ma per dividere, non per stare dalla parte dei perseguitati ma dalla parte dei persecutori.
Allora lottare per difendere i diritti di Renzo e del suo compagno Lucio è un modo per ricordare che nessuno deve giudicare o impedire l'amore, e che si deve cercare di costruire una società rispettosa delle sue diverse realtà, proprio come state facendo voi in questo momento.
Abbiamo deciso di mettere in campo i pochi mezzi di comunicazione che abbiamo, un sito internet un forum e centinaia di iscritti per dare risalto alla vostra iniziativa, vi seguiamo nella vostra diretta e faremo il possibile per far conoscere ai nostri concittadini la vostra democratica e coraggiosa battaglia.
Grazie ancora
Associazione RENZO E LUCIO gruppo GLBTS di Lecco
www.renzoelucio.it
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piropisu
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Inserito il - 07/01/2010 : 19:26:36  Mostra Profilo Invia a piropisu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Abbiamo mandato loro questo messaggio di solidarietà e questa è la loro risposta, continuiamo a sostenerli come ci chiedono:


"Ciao ragazzi e grazie del vostro sostegno, oggi è il 4 giorno non va benissimo la crisi anafilattica dell’altra notte unita al cortisone che mi hanno dato mi ha un po buttato giù, ieri abbiamo chiuso la diretta perche manu è rimasto un po scioccato e ha avuto una crisi di isteria.

grazie e non ci abbandonate"

francesco zanardi
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piropisu
Moderatore


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Inserito il - 09/01/2010 : 02:03:22  Mostra Profilo Invia a piropisu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ho parlato oggi con Francesco che mi ha confermato la sua ferma decisione di andare avanti in questa iniziativa. Purtroppo pare ci sia una censura sui mezzi di comunicazione a riguardo di questa notizia e Francesco ci invita a sostenerli parlandone con altri con conoscenti e scrivendo ai giornali, al presidente della repubblica del Consiglio del Senato e della Camera.
Vi lascio qui gli indirizzi:
Presidente della Repubblica: https://servizi.quirinale.it/webmail/
Presidente del Consiglio: berlusconi_s@camera.it
Presidente del Senato: schifani_r@posta.senato.it
Presidente della Camera: fini_g@camera.it

Vi ricordo di inviare la mail anche a f.zanardi@gayitaliani.eu

Francesco ha anche ringraziato la nostra associazione per la solidarietà e per il sostegno dato.
Continuiamo a sostenerli
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Frank
Utente Senior

Lieve


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Inserito il - 20/01/2010 : 00:21:01  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Frank Invia a Frank un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho sentito al telefono Francesco Zanardi, che nonostante sia molto provato fisicamente dallo sciopero della fame che sta portando avanti da più di due settimane, è pieno di grinta e deciso a continuare.

Ci ringrazia per il nostro sostegno e mi ha comunicato di avere oggi inviato al parlamento europeo la seguente lettera:

A tutti i signori deputati del Parlamento Europeo.
Oggetto: L’Italia “Paese del terzo mondo” fuori dall’Europa.

Signori Deputati e Parlamentari Europei, a voi mi rivolgo oggi per segnalare la situazione dell’Italia, una situazione gravissima che denuncia la povertà di valori della classe politica italiana, non solo la attuale, cosi povera che nemmeno più in grado di tutelare i propri figli e che non può avere la pretesa di tutelare i propri cittadini.

Mi chiamo Francesco Zanardi l’omosessuale di Savona che con il suo compagno è in sciopero della fame da sedici giorni sepolto nell’assordante silenzio delle istituzioni italiane.

La protesta mia, e del mio compagno parte proprio da Montecitorio il 4 gennaio 2010 grazie all’aiuto dell’Associazione Radicale Certi Diritti con la totale assenza e nel totale disinteresse delle istituzioni italiane che ne erano al corrente dal giorno 3 dello scorso dicembre.

Due dei primi parlamentari che intervengono da subito sono l’Onorevole Donatella Poretti e l’Onorevole Anna Paola Concia che però, malgrado si tratti di un problema sociale che affligge non solo milioni di italiani ma anche l’intera Comunità Europea, si trova immediatamente censurata, in tutte le direzioni. I primi a censurarla gli organi di stampa che arrivano addirittura al punto di chiedere la firma di un parlamentare di destra per pubblicare un suo articolo, impiega dieci giorni per riuscire a pubblicare il primo.

In questi sedici giorni molti parlamentari si sono mossi, altri invece no, forse immuni dall’avere figli omosessuali, le associazioni si sono mosse, nello stupore degli associati che da anni non vedevano un così forte gioco di squadra, il popolo GLBT italiano si sta movendo e lo vedete dall’assalto che mi è stato già confermato proprio da Bruxelles nelle prime ore della mattina, si stanno movendo da mesi in tutta Italia i genitori, i fratelli e le sorelle, gli amici.

Ma le istituzioni che fine hanno fatto? Per ora pare non esistano, abbiamo scritto più volte a tutto il parlamento italiano, al Presidente Giorgio Napolitano testimone della situazione italiana perché anche lui sommerso dalle mail dei cittadini. A quanto pare però impossibilitato come troppi a pronunciarsi.

Anche L’Onorevole Anna Paola Concia ha scritto a tutti i parlamentari e ai presidenti di tutti i gruppi parlamentari.

Signori, questa è la situazione che credo di potervi proporre a nome di milioni di cittadini italiani, vi chiedo di intervenire al più presto per mettere fine al silenzio del governo e al mio sciopero della fame.

Cordialmente Zanardi Francesco, cittadino Europeo.


Ricordo anche l'appello delle associazioni lgbt

Al Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani
Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini
Ai Capigruppo del Senato della Repubblica
Ai Capigruppo della Camera dei Deputati
Al Presidente della 2^ Commissione Giustizia del Senato, Sen. Filippo Berselli
Al Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Sen. Pietro Marcenaro
Al Presidente della Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Giuseppe Palumbo


In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.
Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.
Milioni di persone omosessuali, transessuali, trans gender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.
Il movimento lgbti italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.
Dal 4 gennaio Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.
Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere e esprime l'impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.
Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell'unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.

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piropisu
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Inserito il - 24/01/2010 : 11:03:14  Mostra Profilo Invia a piropisu un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Diciannovesimo giorno di protesta: Zanardi vuole sposare il compagno Manuel
e soprattutto portare in primo piano la lotta per i diritti omosessuali
Francesco, digiuno a oltranza in tv

La repubblica 22 gennaio

"Vogliamo la legge sulle unioni gay"

La coppia savonese sta raccogliendo solidarietà in molti ambienti della società civile, anche grazie al web
"Ma un amico di Bruxelles mi ha detto: con i tempi della politica italiana ti faranno morire di fame"
di BRUNO PERSANO
GENOVA - Francesco è dimagrito di nove chili. Oggi è il diciannovesimo giorno da quando ha iniziato a fare lo sciopero della fame davanti alla webcam di casa sua. Vuole sposarsi con Manuel e proseguirà la sua protesta finché il Parlamento non metterà in calendario la legge sulle unioni civili. Si alimenta con una pappetta energetica e qualche cappuccino: "Da una settimana ho tolto pure quelli: il latte mi faceva male". Nonostante i capogiri e il mal di stomaco che non lo abbandona un attimo, Francesco Zanardi continua la sua battaglia.

Al lavoro non ci va più: la piccola azienda di elettronica di cui è proprietario a Savona l'ha lasciata in mano ai suoi tecnici: "Non ho la forza neppure per uscire a fare due passi". Il viso è scavato e le occhiaie profonde, ma non demorde. Ogni mattina indirizza migliaia di mail ai politici e alle istituzioni. Ha scritto al presidente della Repubblica, all'Unione Europea e, naturalmente, alle segreterie di tutti i partiti. La strategia è un "bombardamento a ondate": alle 8 del mattino; a mezzogiorno e alle 3 del pomeriggio. Settemila mail al Parlamento europeo; un paio di migliaia ai parlamentari italiani; tremila ai media nazionali. Attestati di solidarietà ne ha ricevuto da organizzazioni omosessuali e da semplici cittadini; da sacerdoti di strada come don Franco Barbero, leader della Comunità cristiane di base, e da politici o ex parlamentari che da sempre sono sensibili al problema (Paola Concia, Franco Grillini e Vladimir Luxuria).

"Ma non è sufficiente ", ammette Francesco. "I giornali sono stati i più sensibili. Ci hanno chiesto interviste anche le televisori spagnole ed un quotidiano americano. Domani il senatore Ignazio Marino accenderà in diretta tv la fiaccola che simbolicamente girerà l'Italia intera per raggiungere infine Montecitorio. Ma il Parlamento ancora tace. D'altronde le organizzazioni omosessuali straniere mi avevano avvertito: con i tempi della politica italiana, hai tempo di morire di fame, mi aveva detto un amico di Bruxelles. E, forse, aveva ragione".

Dagli schermi della tv GLBT (Gay, Lesbiche, Bisessuali, Transessuali), Francesco, 38 anni, appare esausto nel fisico. La trasmissione va avanti da venti giorni. Quasi una nonstop, interrotta solo qualche ora della giornata per lasciargli la possibilità di coricarsi un po' sul letto. A fare lo sciopero della fame avevano iniziato in due, lui e il suo compagno Manuel Incorvaia, 16 anni più giovane. Ma dieci giorni dopo, Manuel si è ritirato su consiglio del medico. Davanti alla webcam è rimasto solo Francesco, il più agguerrito tra i due, da sempre in prima linea per i diritti degli omosessuali, già fondatore del movimento Gay Italiani. Non gli piace però che la sua protesta in tv sia paragonata al Grande Fratello: "Non banalizziamo! La nostra è una richiesta legittima a cui l'intera Europa ha risposto. Solo l'Italia finge di non capire".

Le unioni civili sono regolarizzate praticamente in tutta l'Unione Europea. Addirittura le coppie dello stesso sesso si possono sposare in Olanda, Belgio, Norvegia e Spagna. In Italia no. In Italia esistono presso alcuni amministrazioni comunali registri in cui si certifica la convivenza ma senza riflessi civili sulle proprietà dei due o sul loro sistema pensionistico.

Una sera, durante un viaggio in Grecia, Francesco è stato vittima di una grave aggressione omofobica: "Mentre ero all'ospedale pensavo: se da qua non uscirò vivo, Manuel perderà tutto. Non solo me, ma anche tutti i miei averi, la casa, la pensione, tutto. Noi due viviamo come marito e moglie da tre anni, ma per la legge italiana Manuel non ha alcun diritto, non esiste. E queste cose non sono accettabili in uno stato di diritto".

Francesco lo ripete ogni volta che qualcuno gli domanda perché ha iniziato a fare lo sciopero della fame: "In Italia ci sono due modi di essere omosessuali. L'uno, quello scelto da me e da Manuel, è mostrarsi al mondo così come si è, senza nascondere nulla a nessuno, in pace con se stessi. L'altro, è decidere di non essere visibili: meno problemi sociali ma molti più interni. Lo Stato ci vuole far sentire esseri sbagliati. Ma noi non siamo sbagliati. Vogliamo il rispetto dei diritti riconosciuti ai coniugi eterosessuali, così come sancito dalla Costituzione. Nulla di più".

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Inserito il - 05/02/2010 : 21:16:05  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

INTERVENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO


Lettera ai Deputati
Bruxelles, 27 gennaio 2010




Cari Onorevoli, Cari Colleghi,
Vi scriviamo perchè preoccupati della salute del cittadino europeo che si sta battendo per una giustizia sociale in Italia. l 4 gennaio 2010, Francesco Zanardi ha iniziato lo sciopero della fame, chiedendo al Parlamento italiano di esaminare il problema del riconoscimento legale delle unioni civili per le coppie omosessuali.

Oggi, al diciannovesimo giorno di sciopero del giovane Zanardi, notiamo che vi è un aumento d'attenzione da parte dei cittadini e della classe politica italiana che cominciano a seguire i suoi passi. Vi chiediamo per tanto di essere solidali, considerando attentamente tale situazione e cercando di risolverla.

Un largo numero di associazioni italiane ha già chiesto al Parlamento di interessarsi alla questione delle unioni fra persone dello stesso sesso. Diverse organizzazioni italiane, tra le quali ILGA-Europe, hanno anche chiesto alla Camera di risolvere quello che tutt'ora è uno dei trattamenti più iniqui e discriminatori dei cittadini LGBT in Europa. [Un'inchiesta speciale del Europarlamento in data Novembre 2009 ha dimostrato che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale è considerevolmente maggiore in Italia (61%) che nel resto d'Europa (47% in media).]

Crediamo che il Parlamento italiano e le sue commissioni abbiano tutti gli strumenti e i poteri necessari per poter risolvere positivamente la situazione sopracitata.

Inoltre ricordiamo che nel 2008l'Agenzia per i Diritti Fondamentali dell'UE ha pubblicato un rapporto chiedendo agli Stati Membri dell'UE di adottare la legislazione che protegge i cittadini dai crimini d'odio, includendo quelli innescati da omofobia e trans-fobia. Vi chiediamo che il Parlamento consideri queste materie il prima possibile.

Ci attendiamo che il Parlamento agisca con forza e determinazione per per porre fine a questa situazione iniqua dei cittadini italiani.



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Inserito il - 05/02/2010 : 21:35:29  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
NE PARLA PERSINO LA REUTERS!!!
(E ancora silezio in Italia)

Coppia gay chiede asilo in Spagna per mancato riconoscimento
venerdì 5 febbraio 2010

ROMA (Reuters) - Una coppia di gay italiani, in sciopero della fame da oltre un mese per chiedere che l'Italia riconosca le coppie omosessuali, ha presentato oggi richiesta di asilo politico all'ambasciata di Spagna, uno dei paesi dell'Unione europea che consente il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Intanto, sempre oggi, un sito web di cattolici conservatori ha pubblicato un'intervista in cui il vescovo emerito di Pistoia dice che gli omosessuali dichiarati non possono fare la comunione, dopo che altri prelati hanno detto allo stesso sito che i transessuali non andranno in Paradiso e che le leggi anti-omofobia sono ingiuste.

"Questa mattina siamo stati ricevuti e hanno accettato che presentassimo la richiesta d'asilo. Ora aspettiamo che ci diano una risposta formale", ha detto a Reuters per telefono Francesco Zanardi, che insieme al suo compagno Manuel Incrovia digiuna per protesta da 34 giorni.

"Stiamo preparando i documenti per presentare una richiesta analoga all'ambasciata del Belgio e a quella olandese".

I due erano accompagnati da una deputata radicale eletta nelle liste del Pd, Donatella Poretti.

"Abbiamo formalmente depositato la richiesta d'asilo, e siamo stati ricevuti dal capo di gabinetto dell'ambasciatore", ha detto la parlamentare, che insieme alla deputata Anna Paola Concia e al senatore Ignazio Marino sostiene la battaglia di Zanardi e Incrovia.

Non è stato possibile raggiungere i funzionari dell'ambasciata spagnola per un commento.

Secondo una fonte politica italiana è però "escluso che la richiesta d'asilo venga davvero accettata, se non altro perché si tratta di cittadini dell'Unione europea".

Zanardi, 39 anni, imprenditore informatico, e Incrovia, 22, dipendente a tempo determinato di una Ipercoop, vivono a Savona e hanno iniziato insieme uno sciopero della fame per chiedere che l'Italia consenta il riconoscimento delle coppie gay, dopo che negli scorsi anni sono falliti almeno due diversi disegni di legge del governo di centrosinistra e che è una proposta promossa da esponenti del centrodestra si è arenata in Parlamento.

In Italia anche le coppie "di fatto" eterosessuali non sono legalmente riconosciute.

"Siamo qui per chiedere di abbattere questo muro discriminatorio che non permette a milioni di gay in Italia di potere vivere in questo paese, paese nel quale siamo nati, cresciuti, viviamo ed amiamo, per il quale siamo contribuenti, ma che non ci considera", aveva detto Zanardi nel suo appello diffuso nel primo giorno di digiuno.

"In tutta Europa, di cui l'Italia fa parte esistono leggi a favore degli omosessuali, da più di 15 anni sono stati abbattuti i muri del pregiudizio, perché in Italia tutto ciò non è accaduto?".

"NON VOGLIAMO MORIRE"

A sostegno della loro iniziativa, i due citano la carta dei diritti fondamentali della Ue, che vieta la discriminazione contro gli omosessuali. Una risoluzione dell'Europarlamento del 1984 che raccomandava agli Stati membri di non proibire le unioni tra persone dello stesso sesso. E anche la Costituzione italiana, che all'articolo 3 dice che tutti i cittadini hanno "pari dignità" e che occorre eliminare tutti gli ostacoli al "pieno sviluppo della persona umana".

Finora, dice Zanardi, nessun rappresentante istituzionale ha risposto alle lettere della coppia o li ha incontrati, nonostante un richiamo all'Italia da parte dell'intergruppo parlamentare Glbt (acronimo che sta per gay, lesbiche, bisessuali e transgender) del Parlamento europeo.

Alla domanda se intendono continuare lo sciopero della fame fino a che non avranno almeno una risposta dalle istituzioni italiane, Zanardi ha risposto: "Credo che tra qualche giorno smetteremo, non vogliamo morire".

"Il mio compagno sta male. Giorni fa io sono stato ricoverato in ospedale per un collasso, anche se poi ho firmato per uscire. Finora ho perso 11 chili. Prendevamo solo cappuccini e succhi di frutta, ma poi io non sono riuscito a ritenere più nulla. Da tre- quattro giorni sto assumendo dei composti energetici, su consiglio del medico".

Nel frattempo, la protesta della coppia viene trasmessa in diretta tv sul web attraverso Glbt tv, e su Facebook un gruppo per sostenerli conta oltre 2.800 membri.

VESCOVO PISTOIA: NO A COMUNIONE A GAY

Oggi intanto hanno creato polemica le dichiarazioni del vescovo emerito di Pistoia Simone Scatizzi al sito web cattolico conservatore Pontifex.Roma.

"La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l'amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente é in grado di contraddire questo precetto", ha detto il prelato.

Monsignor Scatizzi ammette che "in ogni caso con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze". Ma con gli omosessuali dichiarti e "praticanti" "le cose cambiano un tantino. Da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione".

"Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no, non per buonismo, ... ma perché non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita", ha aggiunto il vescovo.

Nei giorni scorsi, lo stesso sito ha pubblicato le dichiarazioni di un altro vescovo, quello di Lucera, che ha detto di non ritenere "giuste" le leggi sull'omofobia "in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna e quella omosessuale che famiglia non é...".

Mentre, nel dicembre scorso, il cardinale messicano Javier Barragan aveva affermato -- sempre su Pontifex.Roma -- che "transessuali e omosessuali non entreranno nel Regno del Paradiso. Non sono io a dirlo, ma San Paolo... Ogni cosa che va contro la natura e contro la dignità del corpo offende Dio".

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Inserito il - 08/02/2010 : 11:46:36  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Comunico che ho interrotto lo sciopero della fame intrapreso il 4 gennaio scorso davanti a Montecitorio portato avanti per 35 giorni, ancora ora nella più totale indifferenza delle istituzioni italiane, a nulla sono servite le mail degli italiani, le mie, quelle delle associazioni, persino i richiami del'Unione Europea sono stati totalmente ignorati dai nostri politici, una classe politica sorda, che non ci rappresenta affatto.

Questo tentativo di dialogo, condiviso da milioni di italiani e personalmente cominciato come un enorme gesto di amore, si sarebbe trasformato in un gesto di egoismo se fosse continuato, un gesto che avrebbe penalizzato per prima, proprio la persona alla quale era dedicato.

Ho continuato perchè cerano le possibilità e la voglia di non deludere coloro che hanno riposto in me la loro fiducia, si voleva arrivare almeno ad un punto di partenza, capire e fare capire semplicemente quanto fosse forte il silenzio su questo argomento, in modo tale da cominciare a costruire un discorso basato non su stereotipi ma sulla realtà.

Sono soddisfatto del risultato che tutti insieme abbiamo ottenuto, l'UE e gli stati membri ci hanno sostenuto e appoggiato moltissimo.
Chi ha saputo guardare ha trovato una strada percorribile, che non purtroppo quella della politica italiana, una classe politica che assolutamente non rappresenta una enorme parte di italiani e che li costringe dietro le porte della repressione.

Alle prossime regionali spero che gli italiani non credano più alle promesse mai mantenute da quelle persone che non hanno mai affrontato questo problema, tranne che in campagna elettorale, persone che non provano l'amore che proviamo noi, persone che non ci tutelano ma che allo stesso tempo compiono un gesto ben più grave non tutelando neppure le loro famiglie.

Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto che ha aperto una strada e che non ha intenzione di fermarsi. Si va avanti.

Francesco Zanardi
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Inserito il - 08/02/2010 : 11:51:44  Mostra Profilo Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Savona domenica 7 febbraio 2010

Gli scriventi:
Francesco Zanardi
Manuel Incorvaia

Al Presidente della Repubblica Italiana
Al presidente del Consiglio
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera
A tutto il Parlamento Italiano

Per conoscenza:
A tutti i Cittadini Italiani
Ai paesi membri Dell’Unione Europea
Al Parlamento Europeo sotto forma di denuncia chiedendo che intervenga
Alle ambasciate italiane in Spagna
Alle ambasciate spagnole in Italia


Signori Presidenti, Onorevoli Parlamentari,

sono Francesco Zanardi, il cittadino italiano che ha fatto uno sciopero della fame di dialogo a voi rivolto, durato 35 giorni, nel vostro più totale disinteresse. Sono un cittadino che avreste tranquillamente lasciato morire di fame, così come fate morire di speranze tutti gli altri cittadini italiani che attendono un vostro segnale riguardo la conquista di leggi di civiltà per le coppie lesbiche e gay.

Le associazioni italiane che rappresentano molte persone vi hanno scritto, ma non le avete degnate di alcuna risposta, neppure ai singoli cittadini italiani che si sono mobilitati per sostenerci in questa lotta nonviolenta.

Avete ignorato persino il richiamo dello scorso 22 gennaio proveniente dall'Unione Europea che ha già approvato e sostenuto molte delle leggi di civiltà per estendere i diritti a chi non ne ha che in Italia non vengono approvate.

Ci sono corsi in aiuto non solo i rappresentanti della comunità GLBT ma anche molte famiglie di persone gay. Il vostro atteggiamento equivale ad una continua violenza che occorre superare e che non esiste più in tutta Europa. Gli unici parlamentari che hanno risposto alle nostre richieste sono stati Ignazio Marino, Donatella Poretti e Anna Paola Concia. Solo tre su circa 1000 tra Deputati e Senatori eletti dal Popolo Italiano, parlamentari che dovrebbero tutelarci. In percentuale ha risposto lo 0,03 % degli eletti, un dato incredibile.
Girando in questi giorni per Roma ho visto i vostri candidati.

Ma con quale coraggio e coerenza politica chiedete ai cittadini di votare per quei candidati? Proprio voi che non ci avete nemmeno degnati di una risposta?

Confido nel buon senso del popolo italiano e questo nonostante vi ostiniate, a parte alcune rare eccezioni, a escluderli. da molti dei diritti che invece in molti altri paesi del mondo sono garantiti. Qui di seguito c'è il link di una importante agenzia di stampa internazionale, la Reuters, che parla della nostra iniziativa e che certamente non mette in bella luce l'Italia:
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE6140QG20100205

Il nostro Ministro per le Pari Opportunità, che sarebbe dovuto essere il primo a scendere in nostra difesa, non lo abbiamo mai sentito, neppure le associazioni hanno avuto questo onore! Ho visto una sua intervista, in occasione dell'ultimo Gay Pride nella quale dice di essere d’accordo con la Chiesa contro i diritti per i Gay, dice che Roma è la capitale della cristianità! Bisognerebbe che qualcuno ricordasse al nostro Ministro per le Pari Opportunità che Roma è la Capitale della Repubblica Italiana e che il Vaticano è un piccolo Stato estero che non può indicare quali sono le leggi che l'Italia deve o non deve approvare. Speriamo che non tutti crediate davvero questo e che ci lasciate con un pò di speranza. Ce lo chiede l'Europa con il Trattato di Lisbona e voi non potete continuare a far finta di niente.

Spero riflettiate su questa mia lettera, i diritti civili che chiediamo servono a tutelare anche i vostri elettori, amici, parenti e conoscenti, non certo solo noi!

Un’altra volta ancora ci fate vergognare davanti all’Euoropa, al mondo intero, di essere Cittadini Italiani.

Cordialmente.
Francesco Zanardi
Manuel Incorvaia.
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