11 AM | 21 Mag

Legge sulle Unioni Civili a Lecco, ad un anno dall’approvazione.

Unioni Civili

Esattamente un anno fa il 20 maggio 2006 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge sulle Unioni Civili. Una legge attesa da decenni e che finalmente riconosceva, per la prima volta, un valore giuridico alle coppie composte da due persone dello stesso sesso.

Ma a distanza di un anno dall’approvazione della legge quale è stata la ricaduta sul nostro territorio?
L’associazione Renzo e Lucio ha diffuso i dati raccolti :
  • al 31 marzo 2017 le coppie che hanno celebrato l’Unione Civile in provincia di Lecco sono venti, secondo i dati della Prefettura
  • 3 unioni civili registrate fra il mese di aprile e maggio.

Sono quindi 23 le coppie che si sono unite in Provincia di Lecco e possono beneficiare di una legge sulle unioni civili che sostanzialmente parifica diritti e doveri fra le coppie omosessuali a quelli del matrimonio.

Fra queste coppie si registrano tre trascrizioni di matrimoni celebrati all’estero, poche unioni di coppie composte da due donne ed una media di età fra i 38 anni.
Parecchi i comuni coinvolti dalla Brianza fino alla Valsassina.

Legge sulle Unioni Civili. La soddisfazione di Renzo e Lucio.

Mauro Pirovano, preside dell’associazione Renzo e Lucio esprime soddisfazione: ” ventitre coppie per la sola provincia di  Lecco è un dato importante se teniamo conto che siamo in un contesto dove la visibilità è per qualcuno ancora un problema. In questi mesi, abbiamo anche osservato con piacere il forte  accompagnamento a questi momenti da parte di amici, famiglie e conoscenti, una vera e propria festa.”
Una legge quindi che oltre a garantire diritti riesce anche a rompere pregiudizi ed a generare un cambiamento della società “l’applicazione della legge, prosegue Pirovano, mette in atto un cambiamento culturale e sociale dimostrando che il Paese era ed è pronto a riconoscere il valore delle Unioni  Civili. Paure e perplessità appartengono più alla classe politica che ai cittadini.”
La nostra battaglia non si ferma qui ovviamente, continueremo a chiedere il matrimonio egualitario ed il rispetto per le nostre famiglie, per i  nostri figli che la legge dello scorso anno non ha voluto considerare e difendere.
Renzo e Lucio
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06 PM | 02 Mar

La Corte d’appello di Trento dice sì alla maternità surrogata per due papà.

GPA per due uomini

La Corte d’Appello di Trento si è espressa con una sentenza importante che riconosce il diritto di un minore alla continuità famigliare anche all’ interno di una famiglia i cui genitori sono due uomini. Nello specifico si tratta di due gemelli nati con una gestazione per altri, quella che alcuni continuano a denigrarla come “utero in affitto“. Il tribunale di Trento ha riconosciuto di efficacia giuridica il provvedimento di uno stato estero che stabilisce la sussistenza del legame genitoriale. Una pronuncia importante perché è la prima volta che viene applicata la trascrizione dell’atto di nascita straniero recante l’indicazione di due genitori dello stesso sesso.

Tribunale di Trento: cosa dice la sentenza sulla maternità surrogata.

La sentenza della Corte d’Appello di Trento pone l’accento sull’ importanza, nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo ed in questo caso del minore, alla continuità dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori. La continuità dello stato di figlio, anche all’interno di un progetto di genitorialità condivisa come avviene nella gestazione per altri, se venisse meno, non solo creerebbe un grave pregiudizio per i minori ma priverebbe i loro genitori di un elemento fondamentale della loro identità famigliare.

Elemento fondamentale della decisione della Corte di Appello di Trento riguarda il fatto che viene scardinata l’impostazione che vede, come elemento determinante ed esclusivo per la costituzione dello stato giuridico di figlio, l’elemento genetico e biologico. La volontà di cura e l’assunzione di responsabilità prevalgono sul legame biologico.

Come sottolinea Angelo Schillaci, ricercatore dell’Università della sapienza su un editoriale del sito  http://www.articolo29.it/,

“Dalla Corte d’Appello di Trento giunge così una significativa conferma – per la prima volta a proposito di una famiglia omogenitoriale con due padri, e sempre mettendo al centro la salvaguardia dell’interesse del minore – che madri e padri si diventa non soltanto grazie al corpo, o ai geni ma anche e soprattutto grazie all’ intenzione, dunque al desiderio che sappia tradursi in consapevole assunzione di responsabilità.”

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La sentenza della Corte di Appello di Trento su i figli di uno coppia gay.

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11 PM | 02 Feb

Matrimoni gay : sentenza della corte di Cassazione

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Una sentenza importante scritta dalla Corte di Cassazione in merito ai matrimoni gay che riconosce di fatto il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso in Italia. A pochi mesi dall’approvazione della legge sulle unioni civili. Qui il comunicato dell’avvocato Schuster che ha seguito la battaglia di Giuseppina La Delfa, fondatrice delle Famiglie Arcobaleno.

 

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Comunicato stampa

Cassazione: matrimonio trascritto fra due donne è inattaccabile

 

Con la sentenza n. 2487 del 31 gennaio 2017 la Corte di Cassazione, I sez. civ. ha rigettato, in quanto improcedibile, il ricorso del Comune di Santo Stefano del Sole contro la decisione della Corte di appello di Napoli del 7 luglio 2015 con la quale, in riforma del decreto del Tribunale di Avvelino, si ordinava al Comune di trascrivere il matrimonio celebrato in Francia fra Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts. Entrambe sono cittadine francesi, La Delfa è anche cittadina italiana. Con questa sentenza l’Italia ha riconosciuto, con efficacia di giudicato, il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Si tratta del primo caso.

La Corte di appello aveva affermato che l’Italia non poteva togliere i diritti che uno Stato dell’Unione attribuisce ai propri cittadini, esprimendosi in questi termini:

«Né può configurarsi una disparità di trattamento per così dire “a contrario” nel senso che il matrimonio same sex di cittadini stranieri avrebbe maggiore tutela (allo stato inesistente) delle coppie omoaffettive italiane, perché la deteriore situazione di queste ultime è attribuibile solo all’inerzia del legislatore italiano più volte ammonito e sollecitato a legiferare in materia; in altri termini e semplificando la questione sarebbe proponibile se si volessero aggiungere diritti ai discriminati e non per disconoscerli a chi li ha secondo la legislazione dello Stato di cittadinanza dell’Unione». Il decreto è disponibile a questo link.

Il ricorso dell’Avvocatura dello Stato contestava integralmente la decisione della corte partenopea e chiedeva che fosse cassata. Di diverso avviso la Cassazione, che ieri ha «dichiara[to] improcedibile il ricorso principale, inefficace l’incidentale e condanna il ricorrente alle spese relative al presente giudizio di legittimità, liquidate in euro 4.200,00, di cui 200,00 per compensi, oltre accessori di legge».

Per Giuseppina La Delfa, co-fondatrice dell’associazione Famiglie arcobaleno, si tratta di una vittoria importante per la loro famiglia: «Questa notizia è importante per noi poiché significa la fine delle battaglie giuridiche per il riconoscimento del nostro matrimonio in ITALIA. Anni di lotte, di spese, di preoccupazioni per potere finalmente e definitivamente poter dirsi sposate come lo siamo effettivamente da quasi quattro anni, dopo più di trent’anni di convivenza. L’accanimento dello Stato italiano a non riconoscere l’uguaglianza di tutti i suoi cittadini di fronte alle leggi rimane per noi incomprensibile. Oggi come straniere godiamo di più diritti delle coppie omosessuali italiane.Speriamo che questo paradosso possa essere d’aiuto ai nostri amici italiani e agevolare loro la strada verso la piena eguaglianza».

Per l’avv. Alexander Schuster, che ha seguito la famiglia sin dall’inizio, è una conferma importante: «Che questo matrimonio andasse trascritto sin da subito è un fatto ora acclarato e incontestabile nell’ordinamento italiano. Ciò dimostra che il diritto italiano non è impenetrabile al riconoscimento di matrimoni fra due persone dello stesso genere e questo dato è assai importante». Il fatto che la Cassazione abbia deciso in punta di diritto, senza entrare nel merito, è «scelta maturata in quasi sette mesi dall’udienza del 15 luglio, il che rende evidente la riflessione che sta dietro questa decisione della Suprema Corte».

Il Comune è stato condannato, altresì, la pagamento delle spese di lite per un totale, oneri inclusi di € 6.128,30, un chiaro segnale, dopo analoga decisione della Corte di appello di Napoli del 2016 in merito all’illegittimo diniego di trascrivere le adozioni reciproche della stessa coppia (link all’ordinanza). «Un chiaro monito affinché l’Avvocatura dello Stato smetta di opporsi sempre e comunque ai diritti reclamati da cittadini italiani, ingenerando spese che poche famiglia possono sostenere», osserva l’avv. Schuster.

I tre gradi di giudizio sono stati curati dallo studio legale avv. Alexander Schuster, con la preziosa collaborazione dell’avv. Giuseppe di Meo del Foro di Avellino, patrocinante in Cassazione.

La sentenza n. 2487/2017 sarà resa disponibile nelle prossime ore, in forma anonima, sul sito dello studio Schuster www.schuster.pro. Seguirà a breve altresì un commento più tecnico sugli aspetti processuali della vicenda e i margini che potrebbero residuare per eventuali seguiti della vicenda giudiziaria.

Trento, 1° febbraio 2017.

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