12 PM | 27 Nov

26/11/2016 NON IMPORTA SE IL PROGETTO E’ VALIDO VA ATTACCATO CON LA MENZOGNA

La Manif Pour Tous è un’associazione nata in Francia, contro i matrimoni fra due persone dello stesso sesso, che si è poi diffusa anche in Italia ed è stata fra i promotori del Family Day. Questa associazione ribattezzata in Italia col nome Generazione Famiglia, lavora a livello nazionale e si sviluppa anche in realtà locali, suoi satelliti. Da tempo sono promotori, con altre realtà a sfondo cattolico, della diffusione della paura sulla presunta teoria del Gender. A loro detta alcune forze politiche, unite ad alcune lobby (specialmente quella gay), minerebbero alla distruzione della famiglia e sarebbero i responsabili della diffusione di una presunta “ideologia” che mirerebbe a confondere la mente delle persone e dei bambini paventando la possibilità dell’abolizione della diversità fra un uomo ed una donna. Loro predicano che i promotori di questa presunta ideologia sosterrebbero che non esiste né maschio né femmina e che uno può decidere alternativamente se essere uomo o donna. Per loro la persona transessuale è colei che scegli di essere alternativamente uomo o donna a seconda di come si sente alla mattina o alla sera. Nulla di più falso ed inventato ovviamente.

Spesso nei loro siti e nelle pagine FB si sforzano di documentare la non naturalità dell’omosessualità e la necessità e la promozione della cura delle persone gay e lesbiche, paventando la minaccia del pericolo della “propaganda omosessualista” e la diffusione del “regime del gender”, cosi s’esprimono . Nello stesso tempo mirano a delegittimare le posizioni scientifiche che considerano l’omosessualità una variante naturale dell’orientamento sessuale.

Da tempo utilizzano i loro canali anche per contrastare ogni tipo di progetto rivolto alle scuole che tratti i temi di genere, dalla discriminazione alla lotta verso gli stereotipi, senza documentarsi sulla validità dei progetti e sempre cercando di delegittimare il valore dei progetti descrivendoli come minaccia.

Recentemente la loro macchina del fango ha preso di mira il progetto educativo “porcospini” volto ad attivare nelle scuole interventi educativi preventivi all’abuso sui minori. Il progetto è nato all’interno della cooperativa Specchio Magico di Montemarenzo. Un progetto valido, professionale, che coinvolge gli operatori scolastici, i bambini e le famiglie. Un progetto che ha avuto l’appoggio del Ministero delle Pari Opportunità, della comunità Europea, e nella nostra zona anche dall’Asl di Lecco. Il progetto Porcospini è parte integrante del protocollo d’intesa per la realizzazione di strategie di prevenzione ed interventi integrati sul maltrattamento, l’abuso e la violenza all’infanzia e all’adolescenza della Prefettura di Lecco.

Ma tutto questo poca importa alla Manif Pour Tous che ha attaccato pesantemente il progetto Porcospini utilizzando l’arma della diffamazione, muovendo da presunte e non documentate denunce di genitori, o argomentando le loro paure su illazioni o notizie riportate e non documentate. Un’operazione più dettata dalla voglia di diffamare che di capire, alla ricerca sempre della costruzione mediatica di un pericolo, quello del gender, che esiste solo perché alimentato dalla loro predicazione propagandistica che nulla a che vedere con la realtà.

Ciò che risulta ulteriormente preoccupante è il fatto che questa associazione ed i suoi satelliti locali da tempo organizzano, anche sul nostro territorio, incontri tesi ad allarmare famiglie e genitori. Incontri a volte utili, quando vengono coinvolte figure professionali esperte, ma tese sempre ad istigare l’allarme ed il pericolo della presunta ideologia del gender. Queste persone utilizzano le preoccupazione dei genitori a riguardo dell’educazione dell’affettività dei figli per diffondere paure, allarmano su quello che a scuola viene insegnato, minano il rapporto di fiducia che ci deve essere fra famiglia e scuola. Si sono costruite mediaticamente un nemico che non esiste (il regime del gender) e creano incontri ed iniziative rivolte a tutelare contro tale nemico le famiglie.

Poco importa a loro la tutela dei bambini contro l’abuso sessuale o il bullismo scolastico, il loro unico obbiettivo è diffondere paure e per far questo utilizzano ogni mezzo, poco importa se poi a farne le spese sono anche progetti educativi validi e professionali.

 

Da ultimo notiamo che questa associazione fa parte della galassia anti gender che coinvolge altre realtà spesso legate all’integralismo cattolico che vede in Papa Francesco un nemico ed un pericolo per la Chiesa (nonostante si premurino spesso di citarlo a loro beneficio).

La loro logica è chiara. O sei con noi o sei contro di noi ed allora diventi il nemico d’abbattere.  Cosi non importa se sei una figura professionale nota e rispettata per il lavoro che fai da anni come Alberto Pellai noto pedagogista cattolico, che mai ha sostenuto la campagna mediatica della paura del gender. Il progetto Porcospini è legato ai suoi insegnamenti ed ispirato al suo libro “Le parole non dette” ed è forse per questo che sotto attacco della Manif Pour Tous Generazione Famiglia è finito il progetto della cooperativa di Montemarenzo.

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12 AM | 24 Set

20/09/2015 UN MEDICO EDUCATORE CATTOLICO SULLA BUFALA DEL GENDER

All’interno del dibattito sulla bufala dell’ideologia del Gender riteniamo estremamente interessanti ed efficaci le parole del cattolico Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta.

Sul suo sito ha pubblicato due lunghi post sulla presunta ideologia del Gender.

Pellai dice con chiarezza che da alcuni mesi spesso capita che  al termine dei suoi dibattiti molte persone intervengono preoccupate per il diffondersi dell’ideologia del Gender e di programmi nelle scuole che inducono all’ omosessualità ed alla masturbazione.  Spesso anche a lui è capitato di essere al centro delle accuse di queste persone. Pellai fa notare che spesso è capitato che alcuni dei suoi accusatori neppure avevano letto i suoi libri e che per questo avanza nei loro confronti il sospetto di pregiudizi ideologici.

Procedendo nei suoi post afferma poi con chiarezza che pur lavorando da anni nel mondo della scuola non ha mai sentito parlare dell’ideologia del Gender soprattutto nei termini che spesso alcuni personaggi o media ne parlano.

Pellai poi difende con chiarezza alcuni progetti posti negli ultimi tempi sotto accusa come quello di Trieste e dice  “ a me sembra che questo bellissimo progetto insegni ai nostri figli a contemplare similitudini e differenze del maschile e del femminile, a rispettare anche chi non è uguale a me, a condividere su un piano emotivo sensazioni, impressioni e a volte stereotipi associati all’ identità di genere, stratificati nella nostra cultura da decenni di ideologia che fa male a tutti. Agli omosessuali, come agli eterosessuali. Agli uomini come alle donne. Ai cattolici, come agli atei”.

Interessante notare poi come Pellai definisca e descriva i famosi “Gender studies” “ per ciò che ho compreso io dei “gender studies”, il tema al centro degli stessi non è l’annullamento delle differenze biologiche tra uomo e donna, bensì l’eliminazione di un “gender gap”, che da sempre propone alla donne una situazione di svantaggio sociale e relazionale, spesso fondata su un cumulo di stereotipi culturali e sociali che si auto-mantengono e si rinforzano a meno che non vengano messi in discussione e criticati dai processi educativi”.

Infine nell’ ultima parte del suo secondo post pellai affronta il tema dell’educazione sessuale dei bambini, sottolinea come sia importante che se ne parli, come sia importante che anche la scuola faccia la sua parte soprattutto in questo momento storico dove i ragazzi raccolgono con facilità informazioni e nozioni via internet o fra di loro. Il problema è dettato anche dal fatto che alcuni ragazzi hanno appreso che di alcune cose non ne possono parlare con i loro genitori e d’altra parte capita anche che spesso i loro genitori stessi siano fortemente impreparati ad affrontare questi temi.

Potete leggere i post sul sito di alberto pellai:

IL SITO DI ALBERTO PELLAI

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