20/02/2016 STEPCHILD ADOPTION SI PRONUNCIA L’ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL PIEMONTE

“Il vero problema nel crescere in famiglie omogenitoriali, ciò che le differenzia dalle altre famiglie, è il contesto più o meno omofobico nel quale vivono. Questo, sì, fa la differenza. Per il resto, saranno buoni genitori, pessimi genitori, come lo possiamo essere tutti.”

Questa la posizione chiara del Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, Alessandro Lombardo, in linea con quanto espresso nel dossier consegnato il 9 febbraio dagli psicologi italiani ai Senatori che si apprestano al voto sul DDL Cirinnà: un dossier molto accurato contenente i risultati degli studi condotti sul tema degli eventuali rischi che corrono i bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso. In tutto oltre 70 lavori condotti dal 1972 al 2015 da diverse istituzioni ed equipe internazionali. Il dossier dimostra come non sia evidente alcuna connessione tra genere sessuale dei genitori e specifici disagi del minore.

“È innegabile che la decisione sul DDL Cirinnà sia politica. Ma è altrettanto innegabile che, una gran parte delle argomentazioni portate a favore della non approvazione del DDL – sono smentite da anni di ricerche scientifiche. Non esiste, se non nei codici culturali, un unico modello di famiglia. È chiaro quindi che il salto è culturale, del tipo di società che vogliamo e dobbiamo essere. Diventa altrimenti difficile comprendere tutto questo terrore che si è creato attorno a questo DDL”.

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Le scuse e le colpe di Franco Marcenaro

franco mercenaro

A seguito della segnalazione fatta dalla nostra associazione, in merito al modulo di iscrizione proposto a coloro che volevano frequentare il seminario del maestro spirituale Franco Marcenaro a Lecco, leggiamo dal giornale locale Il Giorno le scuse firmate dallo stesso maestro.

Il modulo proposto all’atto dell’iscrizione vietava la partecipazione alle persone che facevano uso di psicofarmaci ed ai gay che non praticavano il celibato (ovvero che non si astenevano dallo loro sessualità).

Le scuse del presidente del Centro Interreligioso Mondiale sono rivolte, quindi, “a quanti le due limitazioni sopra espresse abbiano potuto al momento e involontariamente arrecare rincrescimento”.

Nello stesso comunicato riportato del giornale locale è lo stesso maestro Franco Marcenaro ad affermare che le restrizioni poste in calce al modulo di iscrizione sono espressioni di punti di vista superati da decenni (“e meno male”, diciamo noi). Ma allora come sono finiti sul modulo?

Il maestro attribuisce l’errore e la responsabilità agli organizzatori locali. Egli afferma le seguenti parole: “il corso di preparazione alla meditazione viene organizzato e tenuto a livello del Centro dell’Uomo locale di Lecco, gli addetti a tale incarico hanno involontariamente espresso punti di vista ormai superati da decenni, includendo nel loro foglio le due limitazioni di cui ho chiesto l’immediata cancellazione”.

Quindi, a parere del maestro, che assicura di non sostenere alcuna discriminazione, l’unica responsabilità è del gruppo organizzativo di Lecco, che su Facebook si chiama “Scuola della spiritualità Lecco”: questo gruppo, a detta del guru spirituale, avrebbe manomesso il modulo di iscrizione aggiungendo le due clausole incriminate. Insomma un chiaro scaricabarile neppure tanto velato.

Abbiamo provato a scrivere alla pagina Facebook per chiedere una spiegazione, ma i nostri post sono sempre stati rimossi. Imbarazzo, coda di paglia o che altro?

Certo è che non ci convincono proprio né le scuse dal maestro Franco Marcenaro né le sue imbarazzanti spiegazioni.

a Lecco corso di spiritualità ma solo se sey gay e ti astieni

omosessuali che devono praticare astinenza

Nei giorni scorsi la Aula Magna del Politecnico di Lecco, con il patrocinio di Regione Lombardia ed il contributo della Provincia di Lecco, ha ospitato il maestro spirituale Pier Franco Marcenaro, presidente del Centro Interreligioso Mondiale per una conferenza aperta a tutti.

Nella conferenza è stato presentato il corso di preparazione alla Meditazione Universale, le cui 12 Lezioni sono iniziate a Lecco in Sala Don Ticozzi oggi 14 aprile.

Per accedere al corso è ovviamente richiesto di sottoscrivere un “modulo di iscrizione e frequenza” accompagnato da una lettera di istruzione nella quale, sorprendentemente leggiamo, che non tutti possono iscriversi al corso. Due le categorie escluse: persone che usano psicofarmaci ed alcuni “tipi” di omosessuali.

La possibilità di “conoscere sé stessi e raggiungere la felicità” è, quindi, preclusa innanzitutto a delle persone che, solo per il fatto di fare uso di psicofarmaci, vengono additate come individui che hanno gravi malattie e grandi disordini in atto.

La seconda categoria esclusa dalla possibilità di “conoscere sé stessi e raggiungere la felicità” è composta dagli omosessuali, non tutti però. Alcuni omosessuali possono frequentare il corso, ma la condizione essenziale per loro è descritta dai seguenti termini: “solo se desiderano praticare il celibato perché in quanto è questa la condotta che permetterebbe loro un regolare progresso nella meditazione.”

Ma cosa intendono questi signori con “celibato”? Normalmente il termine è da sempre utilizzato per descrivere un uomo che non è sposato. Altra accezione è la condizione di un sacerdote che si astiene per scelta spirituale sia dalla pratica della sessualità sia dalla costruzione affettiva di una relazione interpersonale di coppia. Ci risulta curioso, ma anche poco chiaro, l’utilizzo di questo termine: possiamo ritenere che venga qui utilizzato per definire l’astinenza sessuale. Se così fosse, ci poniamo due questioni: perché tale pratica è richiesta esplicitamente solo agli omosessuali? La sessualità umana e la sua pratica sono un problema solo per gli omosessuali? A nostro parere, la proposta di questo corso sembra voler riproporre una visione umana che continua ad alimentare pregiudizi e condizioni retrograde dell’omosessualità.

Risulta altresì strano la proposizione di una costruzione di una personalità spirituale che ancora ripropone un dualismo fra anima e corpo, in cui la fisicità e la sessualità vengono ancora viste come qualcosa di negativo, ma in questo caso ancora solo per gli omosessuali.

Siamo anche preoccupati perché il corso in questione è stato presentato nell’aula Magna del Politecnico con Patrocinio di Regione Lombardia e contributo della Provincia di Lecco. Ci chiediamo se Politecnico e Provincia hanno valutato realmente i contenuti di questa iniziativa? Ci auguriamo che non ne condividano le basi ideologiche e, in quanto realtà pubbliche e laiche, prendano distanza da queste impostazioni discriminatorie e non scientifiche.