Succede a Trento. Insegnante lesbica licenziata da una scuola cattolica.

omofobia nella chiesa

La Corte d’Appello di Trento, che già si era pronunciata a favore della maternità surrogata per due papà  , ha confermato la sentenza contro l‘Istituto Figlie del Sacro Cuore di Gesù. La sentenza conferma che non si può discriminare un lavoratore per il suo orientamento sessuale ed è stata accertata “la natura discriminatoria per orientamento sessuale, individuale e collettiva” nella condotta attuata dall’istituto religioso.

La vicenda risale al 2014 quando all’insegnante lesbica della scuola privata di Trento chiesero se davvero avesse una relazione sentimentale con un’altra donna e “di risolvere il problema”. Lei non si piegò all’ingerenza ed alla minaccia di intrusione nella sua vita privata e per questo non venne più riassunta.

Quando il caso fu sollevato sulla stampa locale la scuola intraprese una campagna diffamatoria a livello nazionale con la quale sosteneva che l’insegnante parlava di sesso ai bambini e li turbava.

A processo in una prima sentenza la scuola venne condannata  a risarcire 25.000 euro all’insegnante per il carattere discriminatorio subito. Ora invece la sentenza della Corte d’Appello di Trento ha riconosciuto anche la diffamazione e la ritorsione perpetrata dall’istituto religioso contro la docente, amata e stimata da colleghi e bambini. Da qui il risarcimento per danni patrimoniali e non patrimoniali, definito per 44.000 euro.

Sentenza Tribunale di Trento. Cosa dice Certi Diritti.

Leonardo Monaco dell’associazione Radicale Certi Diritti ricorrente a sostegno della causa legale a favore dell’insegnante, insieme alla CGIL di Trento, ha affermato : “ La conferma di questa prima sentenza per discriminazione individuale, oltre che collettiva è un risultato importante per tutte le discriminazioni sul posto di lavoro”.

 

Tribunale di Trento. Insegnante omosessuale licenziata.

Sentenza Corte d’appello di Trento: professoressa lesbica licenziata

A Firenze, la prima adozione in Italia a due genitori gay

GPA per due uomini

Il Tribunale di Firenze dei minori ha riconosciuto per la prima volta l’adozione di una coppia gay in Italia, segnando un passo importante per il diritto di famiglia, un caso che fa giurisprudenza. Dopo poche ore dalla storica sentenza gli stessi giudici riconoscono lo status di figlia  e di cittadinanza alla bimba adottata da un omosessuale a New York.

Tribunale di Firenze: cosa dicono le due sentenze sull’adozione.

Nella prima sentenza i giudici hanno sostenuto che “ si tratta di una vera e propria famiglia e un rapporto di filiazione in iena regola che come tale deve essere riconosciuto e tutelato”. La coppia composta da due genitori italiani vive stabilmente nel Regno Unito ma ha voluto che gli stessi diritti dei bambini tutelati in Inghilterra lo fossero anche in Italia e con questa sentenza ha ottenuto la trascrizione dei provvedimenti della Corte Britannica.

Nella seconda sentenza una famiglia composta da un americano e un Italiano ha visto riconoscere dal tribunale di Firenze l’adozione statunitense di una bambina che da quando è nata vive con loro dopo che i genitori biologici l’hanno affidata alla coppia omosessuale.

L’ Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford che ha sostenuto legalmente la coppia inglese, attraverso la sua presidente l’avv. Maria Grazia Sangalli gioisce per quella che definisce una tappa storica per il riconoscimento dei diritti delle famiglie arcobaleno.

Tribunale di Firenze. Prima adozione gay in italia

Tribunale minori di Firenze. Una storica sentenza: la prima adozione gay in Italia