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10/03/2016 A ROMA ANCORA UNA SENTENZA CHE CONSENTE DI ADOTTARE IL FIGLIO DEL PARTNER

Nel giorno seguente a quello in cui in Svizzera la Camera dei Cantoni approva a grande maggioranza una riforma della legge sulle adozioni che estende anche alle coppie omosessuali la possibilità di adottare il figlio del partner, Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno annunciano che una nuova sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma riconosce una famiglia con due mamme.

Alle due donne, rappresentate dall’avvocata Susanna Lollini, è stata riconosciuta l’adozione “incrociata” dei tre figli che da oggi, quindi, sono anche per la legge figli di entrambe le madri. Va sottolineato che, mentre la Camera si appresta a discutere la proposta di legge sulle unioni civili dove l’adozione dei figli del partner è stata stralciata rimettendo così tutto nelle mani dei giudici, il Tribunale scrive che già la normativa attuale “deve poter essere interpretata alla luce dei principi costituzionali e convenzionali che costituiscono il fondamento per il riconoscimento di nuove forme di genitorialità”. “E’ di tutta evidenza – continua la sentenza – che i rapporti esistenti tra le ricorrenti ed i rispettivi figli sono quelli concretamente e quotidianamente tipici di una sana relazione madre-figli”.

Tuttavia, per la particolarità della norma sulle adozioni speciali che si applica a questi casi, i figli della coppia continueranno a non essere per la legge fratelli, dal momento che tale adozione definisce solo i rapporti tra il genitore che adotta e il minore, escludendo il resto della famiglia. Questo nonostante, sottolinea il giudice, che “le mamme hanno dichiarato al giudice che i bambini vivono come fratelli perché tali si considerano e vengono nel mondo esterno considerati”.

Marilena Grassadonia Presidente Famiglie Arcobaleno dichiara: “E’ grande la soddisfazione per questa ennesima sentenza, che mette ancora una volta in evidenza la distanza abissale tra la politica italiana, il diritto e la realtà. Il preminente interesse del minore, elemento centrale nelle decisioni degli giudici, rimane un illustre sconosciuto per i nostri politici. E’ inaccettabile – aggiunge – che i nostri figli e le nostre figlie non vengano tutelati in maniera chiara dalle leggi di questo Stato”.

L’avvocata Maria Grazia Sangalli, Presidente di Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford aggiunge: “Il moltiplicarsi di sentenze che riconoscono l’adozione incrociata dei figli dei due partner di una coppia formata da persone dello stesso sesso mette in luce l’assoluta idoneità di queste coppie a svolgere in pieno il ruolo genitoriale ed è scandaloso che di fronte a questa pressante esigenza di tutela dei minori il legislatore si rifiuti di dare una chiara risposta legislativa, addossando ai giudici di farsi portatori di un’interpretazione evolutiva delle norme e lasciando che ai figli di queste coppie vengano riconosciuti minori diritti rispetto a quelli di cui godrebbero con una adozione piena”.

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