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17/01/2015 LE PERSONE GLBTQ IN PIAZZA AL CONVEGNO DELLA REGIONE LOMBARDIA

In tanti hanno risposto all’appello delle associazioni GLBTQ e di alcuni partiti politici del centro sinistra a manifestare contro il convegno promosso dalla Regione Lombardia e da alcune realtà appartenenti al mondo cattolico integralista. La manifestazione indetta dai Sentinelli in piedi di Milano ha voluto protestare contro un convegno che diceva di essere a favore della famiglia ma in realtà, come è stato nei fatti, era una chiara promozione al contrasto delle richieste avanzate da tempo dalle persone gay e lesbiche.

In piazza per dire no al fatto che fra le associazioni che hanno organizzato il convegno vi fossero realtà che ancora, nel 2015, sostengono e promuovono apertamente la necessità medioevale di considerare l’omosessualità una malattia con un chiaro sostegno alle ideologie riparazioniste. Anche se, forse a causa delle proteste, nel convegno nessuno ha osato dire apertamente che l’omosessualità è una malattia, è risultato chiaro che in alcune affermazioni dei relatori l’ideologia di fondo è quella creazionista che richiama la necessità di essere fedeli ad una concezione antropologica naturalistica dove l’elemento fondante della sessualità è la dimensione biologica. Sei nato maschio e devi essere maschio, sei nata femmina e devi essere femmina. Una ideologia lontana anni luce dalle concezioni moderne della sessualità che tende a considerare nello sviluppo della sessualità anche elementi differenti dalla realtà biologica quali quelli legati all’orientamento sessuale, alla preferenza sessuale ed al genere.

In piazza tante associazioni, fra cui anche Renzo e Lucio, ma anche tante persone omosessuali e no per difendere una sana concezione antropologica e una sana idea di uno Stato che deve essere laico se vuole essere rispettoso di tutti e non una dimensione teocratica e fondamentalista.

Circondati da un cordone di sicurezza delle forze di polizia, voluto ed imposto dagli organizzatori del convegno per aumentare un immagine vittimistica, 1500 persone hanno scelto una contestazione pacifica e gioiosa che ha più volte giocato sull’ironia per affermare il diritto di essere cittadini ai quali qualcuno con forza vuole impedire il riconoscimento dei propri diritti.

 

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