07 PM | 05 Feb

Ideologia gender : la polemica sullo spettacolo Fa’afafine.

teatro Fa'afafine

Che cosa è l’ideologia Gender, perché qualcuno da tempo si ostina a rimarcare il pericolo del Gender che a detta loro minerebbe l’educazione dei nostri figli? Perché si continua a ripetere come un mantra che qualcuno vuole eliminare la differenza fra maschi e femmina e che si vuole nelle scuole confondere i bambini e dire loro che possono essere alternativamente maschi o femmine o tutte e due. Chi sono i promotori della campagna anti gender e come si stanno comportando?

Può essere utile capire tutto questo, analizzare quanto è accaduto nella vicina città di Cantù. Nel teatro cittadino è in programmazione, per l’11 di febbraio, lo spettacolo “Fa’afafine, mi chiamo Alex e sono un dinosauro”, entrato nelle mire di numerosi movimenti antigender, presentato come una minaccia ed un pericolo. Contro questo spettacolo è stata lanciata anche una petizione dal titolo “Stop Gender a scuola: NO allo spettacolo “Fa’afafine”.

Lo spettacolo teatrale, che prende ispirazione dal blog di Lori Duron, narra la storia di Alex, del suo affetto speciale per l’amico Elliot e del tentativo di attraversare insieme ai genitori un complesso processo di graduale comprensione di se stesso. Lo spettacolo viene proposto da tempo alle scuole e qualche giorno fa, sempre nella cittadina di Cantù, è stato proposto fra mille polemiche ai ragazzi.

gender fluid
cos’è l’ideologia gender chi la sostiene?

Gender Fluid: la lettera di una mamma su Fa’afafine.

Qui prendiamo ispirazione da una lettera di una mamma di questi ragazzi pubblicata su “la ventisettesima ora” , il blog del Corriere.it dal titolo “Mio figlio ha visto Fa’afafine a scuola nonostante la protesta degli anti gender” per capire cosa sta accadendo intorno alla polemica sull‘ideologia del gender.

La mamma racconta di essere stata convocata dalla scuola per assistere alla spiegazione dello spettacolo ed ai suoi contenuti, per dare un consenso informato per iscritto dopo che un’associazione di genitori di Bologna aveva diffidato il preside di far assistere i ragazzi allo spettacolo senza l’autorizzazione dei genitori. La mamma, insieme alla stragrande maggioranza dei genitori, firma il permesso ma poi assiste sconcertata a quanto si va muovendo intorno alla vicenda.

Qualche giorno prima dello spettacolo inizia a circolare sui social e su un gruppo FB locale la foto di una bambina, racconta la mamma, con una scritta “Il 31 gennaio decine di BAMBINI verranno portati a vedere uno spettacolo in cui LE DIRANNO CHE NON È FEMMINA E CHE PUÒ SCEGLIERE DI DIVENTARE UN MASCHIO. STOP ALLO SPETTACOLO GENDER FLUÌD FA ‘AFAFINE”. Sotto l’immagine,  l’elenco delle scuole e delle classi che assisteranno allo spettacolo, azione che la mamma avverte come un tentativo di denigrare, come per dire «Guardate un po’ chi sono questi genitori scellerati».

Oltre a questo si assiste anche alla diffusione della stessa immagine con un volantino anonimo sui muri della città, alla manifestazione di estremisti fuori dalla scuola che è costretta a fare a porte chiuse un consiglio di istituto dove si dibatte il tema. Inoltre gli integralisti si organizzano e minacciano la loro presenza fuori dal teatro cosi alcuni genitori si organizzano per accompagnare i loro figli allo spettacolo. . Così la mattina dello spettacolo i bambini vengono condotti al teatro fra agenti della polizia, Carabinieri.

Alla fine la mamma assiste allo spettacolo con i figli e riconosce la bontà dell’iniziativa e vede che i bambini apprezzano la vicenda di Alex che viene rappresentata.

Con amarezza la mamma, sconcertata per quanto accaduto afferma, “Gli stessi che hanno preteso che fosse garantito il loro diritto costituzionale di decidere in merito al l’educazione dei loro figli, hanno deciso di limitare il mio (e degli altri genitori e dei nostri figli) esercitando pressioni inaccettabili.

Questa testimonianza aiuta a capire meglio cosa sta accadendo, quali sono gli strumenti che questi estremisti cattolici integralisti stanno adottando, la loro assurda strategia di creare paura per un nemico che non esiste e la loro capacità di fare breccia fra le persone che non conoscono e che, a volte anche in buona fede, aderiscono alle loro campagne diffamatorie tese solo a generare paure.

Ricordiamo qui i principali sostenitori di queste campagne che spesso operano anche nel nostro territorio e tanto attraverso internet con siti fra loro correlati che si rimbalzano a vicenda paure e minacce, e spesso notizie inventate o distorte: “Generazione Famiglia” , Tempi.it, Movimento cristiano lavoratori, Associazione nazionale famiglie numerose, Osservatorio Gender, La nuova bussola quotidiana.it, Famiglia domani, Citizengo.org, Notizieprovita.it, la croce quotidiano.it.
Oltre a queste testate i giornali: Libero , Avvenire, Il Giornale ed alcune forze politiche di centro, destra ed estrema destra uniti a numerosi siti di congregazioni cattoliche integraliste.

Tutte realtà presenti e promotori dei famosi family day e che spesso nelle nostre citta, con l’aiuto e l’appoggio delle parrocchie organizzano conferenze anti gender.

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01 AM | 05 Ott

04/10/2015 L’INVENZIONE DEL GENDER E LO SCONTRO NELLA CHIESA CATTOLICA

Risulta abbastanza sconcertante analizzare e leggere in questi giorni I commenti di alcuni siti o giornali cattolici definitisi da tempo anti-gender. Le questioni dibattute riguardano l’omosessualità. Da un lato le dichiarazioni del teologo Kasper secondo cui “ gay si nasce” dall’altro le rilevazioni del coming out del teologo Charamsa.

A noi, associazione LGBT,  quello che interessa non è tanto sollecitare la Chiesa a cambiare le sue posizioni nei confronti dell’omosessualità, anche se queste potrebbero essere ben gradite vista la chiusura e l’incidenza culturale e sociale negativa che da sempre incarnano sulla società.

Quello che ci sta a cuore è sottolineare come la questione omosessuale sia effettivamente e realmente un tema scottante in questo momento per la Chiesa. Certo non è l’unico, si unisce con altri temi caldi quelli della contraccezione e dei divorziati e risposati.

Tutto questo , qualcuno ha fatto notare, accade prima del Sinodo sulla famiglia che è stato preceduto dall’uscita di due libri con posizione diverse su questi temi e con autori che in questo momento si vanno a fronteggiare e scontrare.

Qualcuno obbietterà che il termine scontro è forse forte, ma a giudicare dalle osservazioni che il direttore di Tempi.it, vicino a Comunione e Liberazione fa nei confronti del teologo Kasper, vicino alle posizioni di papa Francesco e relatore della tesi di discussione del Sinodo.  Kasper fa intuire il pericolo della chiusura e del fondamentalismo, il direttore di Tempi avanza accuse di eresia, ideologia e modernismo.

Dalle pagine della “Nuova bussola quotidiana” altro sito anti.-gender, invece oltre ad attaccare kasper si paventa una mano troppo leggera da parte dei commentatori dell’Avvenire sul caso del teologo gay.

Tutto questo non tanto per far del gossip ecclesiastico ma semplicemente per far notare come la crociata anti-gender che questi quotidiani si sono inventati, la presenza delle sentinelle in piedi che questi siti sostengono e promuovono, hanno in realtà una strategia di fondo molto chiara. La paura diffusa sulla bufala del gender ed i movimenti in piazza, uniti alle numerose conferenze parrocchiali in cui si sbandiera il pericolo del gender nella scuola e nelle famiglie, mirano a delineare un nemico pericoloso che avanza e di fronte al quale non bisogna abbassare la guardia. La Chiesa, quella vera sostenuta dalle sentinelle anti-gender, deve essere paladina della famiglia che una visione teologica e pastorale portata avanti da papa Francesco sta mettendo in pericolo.

Così accade che le affermazioni che gli omosessuali sono un pericolo per la famiglia, per i figli e per la società, ogni diritto loro concesso è un male, la loro lobby stanno sovvertendo l’ordine naturale, ha in sé un secondo fine e parla anche ad un modo di pensare la misericordia della Chiesa.

I tradizionalisti e conservatori ecclesiali non potevano certo scagliarsi contro un nuovo modo di guardare alla situazione delle persone divorziate e risposate nella Chiesa, sia perché poco avrebbe attecchito sia perché pochi politici avrebbero poi avuto il curriculum pulito per sentenziare e schierarsi.

I gay invece sono un facile bersaglio, soprattutto se li si dipinge come un nemico, soprattutto se si costruisce intorno a loro un immagine del cattivo che con il gender vuole rovinare tuo figlio, omosessualizzarlo e per lo meno turbarlo e fargli credere che può essere un po’ maschio e un po’ no.

Non è certo una bella pagina di Chiesa quella che stiamo vedendo, ma è purtroppo la realtà e i fatti di questi giorni lo stanno chiaramente dimostrando. Il tema del gender e la visione che si è voluta dare dell’omosessuale  che fa male ai bambini e toglie la libertà di pensiero agli adulti sono le immagini che vogliono diffondere, quanto poi questo faccia male alle persone LGBT ed alle loro famiglie pare non essere un problema per chi sta usando questi temi come clava ecclesiale per i propri interessi.

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12 AM | 24 Set

20/09/2015 UN MEDICO EDUCATORE CATTOLICO SULLA BUFALA DEL GENDER

All’interno del dibattito sulla bufala dell’ideologia del Gender riteniamo estremamente interessanti ed efficaci le parole del cattolico Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta.

Sul suo sito ha pubblicato due lunghi post sulla presunta ideologia del Gender.

Pellai dice con chiarezza che da alcuni mesi spesso capita che  al termine dei suoi dibattiti molte persone intervengono preoccupate per il diffondersi dell’ideologia del Gender e di programmi nelle scuole che inducono all’ omosessualità ed alla masturbazione.  Spesso anche a lui è capitato di essere al centro delle accuse di queste persone. Pellai fa notare che spesso è capitato che alcuni dei suoi accusatori neppure avevano letto i suoi libri e che per questo avanza nei loro confronti il sospetto di pregiudizi ideologici.

Procedendo nei suoi post afferma poi con chiarezza che pur lavorando da anni nel mondo della scuola non ha mai sentito parlare dell’ideologia del Gender soprattutto nei termini che spesso alcuni personaggi o media ne parlano.

Pellai poi difende con chiarezza alcuni progetti posti negli ultimi tempi sotto accusa come quello di Trieste e dice  “ a me sembra che questo bellissimo progetto insegni ai nostri figli a contemplare similitudini e differenze del maschile e del femminile, a rispettare anche chi non è uguale a me, a condividere su un piano emotivo sensazioni, impressioni e a volte stereotipi associati all’ identità di genere, stratificati nella nostra cultura da decenni di ideologia che fa male a tutti. Agli omosessuali, come agli eterosessuali. Agli uomini come alle donne. Ai cattolici, come agli atei”.

Interessante notare poi come Pellai definisca e descriva i famosi “Gender studies” “ per ciò che ho compreso io dei “gender studies”, il tema al centro degli stessi non è l’annullamento delle differenze biologiche tra uomo e donna, bensì l’eliminazione di un “gender gap”, che da sempre propone alla donne una situazione di svantaggio sociale e relazionale, spesso fondata su un cumulo di stereotipi culturali e sociali che si auto-mantengono e si rinforzano a meno che non vengano messi in discussione e criticati dai processi educativi”.

Infine nell’ ultima parte del suo secondo post pellai affronta il tema dell’educazione sessuale dei bambini, sottolinea come sia importante che se ne parli, come sia importante che anche la scuola faccia la sua parte soprattutto in questo momento storico dove i ragazzi raccolgono con facilità informazioni e nozioni via internet o fra di loro. Il problema è dettato anche dal fatto che alcuni ragazzi hanno appreso che di alcune cose non ne possono parlare con i loro genitori e d’altra parte capita anche che spesso i loro genitori stessi siano fortemente impreparati ad affrontare questi temi.

Potete leggere i post sul sito di alberto pellai:

IL SITO DI ALBERTO PELLAI

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