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28/01/15 A ROMA IL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

Anche Roma da oggi avrà il suo registro delle unioni civile che equipara le coppie di fatto, anche quelle tra persone omosessuali, alla famiglia tradizionale istituita con i matrimonio.. È questo il risultato ottenuto dal provvedimento che porta la firma di Imma Battaglia (Sel), Riccardo Magi (radicale eletto con la Lista Marino), Virginia Raggi (M5S), Giulia Tempesta (Pd), Svetlana Celli (Lista Marino) e Massimo Caprari (Centro democratico). Una delibera nata dalla sintesi fatta con associazioni e Municipi insieme alla maggioranza della vecchia proposta di iniziativa popolare e da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle a inizio consiliatura. “Oggi la Capitale d’Italia dà il segnale che, in questa città, l’amore è uguale per tutti” ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino.

L’esito del voto è stato accolto tra la soddisfazione e gli applausi dei presenti in Aula tra cui molti rappresentanti delle associazioni Lgbt. Tra il pubblico anche il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola, il vicepresidente regionale Massimiliano Smeriglio, l’attrice Eva Grimaldi e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria che ha commentato: “E’ la vittoria civile di una Capitale di uno Stato laico. Questa è una città aperta e democratica, che chiede a gran voce al Parlamento una legge per riconoscere i diritti di chi si ama”.

MARINO – Soddisfatto il sindaco Ignazio Marino: “Finalmente anche Roma si è dotata di un registro delle unioni civili. Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi” ha scritto in una nota. “Voglio dunque esprimere tutta la mia soddisfazione per questo passo importante che non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone, ma ci allinea al resto del mondo occidentale, in linea con i principali Paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale”. Marino ha poi lanciato un appello a livello nazionale: “Tante amministrazioni italiane attendono una legge nazionale che finalmente sancisca i diritti uguali per tutti di fronte all’amore. Roma, con il suo esempio, spera di poter contribuire a sbloccare le titubanze dei legislatori che, da troppi anni ormai, eludono un pieno riconoscimento dei diritti giuridici e civili di tutte le coppie, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.

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