12 AM | 09 Set

08/09/2015 L’UNIONE EUROPEA ANCHE L’ITALIA RICONOSCA UNIONI CIVILI O MATRIMONIO E RISPETTI LE PERSONE TRANSGENDER ED INTERSESSUALI

Oggi a Strasburgo  è stato presentato e poi approvato il documento che si occupa della situazione dei diritti fondamentali nell’unione Europea riguardante gli anni 2013-14. Una parte di questo documento dal paragrafo 84 al 91 riguarda i diritti delle persone LGBTI.

NO DISCRIMINAZIONE

Par.84 Condanna ogni forma di discriminazione e violenza fatta sul territori dell’UE fomentata da leggi e politiche che restringono i diritti fondamentali delle persone LGBTI, inoltre invita gli Stati membri ad adottare leggi e politiche che contrastino l’omofobia e la trans fobia e a delineare una strategia ed un azione per garantire l’uguaglianza sulla base dell’orientamento di genere e l’identità di  genere.

RICONOSCIMENTO DI UNIONI CIVILI O MATRIMONIO

Per .85 L’UE afferma che tale uguaglianza sarebbe maggiormente garantita  se le persone GLBTI avessero maggiori  tutele giuridiche  con la possibilità di accesso a unione registrata o matrimonio. Anzi l’UE plaude il fatto che ben 18 dei suoi Stati membri garantiscano questi diritti ed invita la Commissione a mettere in atto un piano per una disciplina che riconosca tali diritti fra i diversi stati membri col riconoscimento reciproco degli effetti  degli  atti di stato civile fra i vari Stati.

Par 86 e 87. L’UE sollecita a vigilare e sanzionare insulti e discriminazioni perpetrati nei confronti delle persone GLBT da parte di titolari di cariche pubbliche e politiche e sostiene il lavoro di sindacati a datori di lavoro che si adoperano verso politiche di diversità e non discriminazione.

RISPETTO E DIRITTI PER PERSONE TRANSGENDER ED INTERSESSUALI

Par.88-90 L’UE si occupa delle persone transessuali e chiede il pieno rispetto della dignità delle persone che hanno cambiato sesso sollecitando il riconoscimento del nuovo genere nei documenti ufficiali, condanna l’imposizione della sterilizzazione delle persone trans gender e chiede all’Organizzazione Mondiale della Sanità la depatologizzazione dell’identità trans gender.

Par 91. L’UE deplora gli interventi chirurgici di normalizzazione genitale sugli infanti intersessuali  e rinnova e sollecita il principio di autodeterminazione  degli intersessuali ( citando la regolamentazione di Malta del 2015).

Parole importanti e chiare che l’unione Europea ha voluto scrivere ed invitare ai suoi Stati Membri che pur avendo fra essi piena autonomia dovrebbero però tener presente, anche in Italia.

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