09 PM | 30 Set

30/09/2015 I NOSTRI AFFETTI NON SI TOCCANO

Ve la ricordate la vicenda delle trascrizioni dei matrimoni fra persone dello stesso sesso contratte all’estero, vi ricordate che anche il sindaco di Milano Pisapia decise di trascrivere quelle unioni. Vi ricordate la reazione ideologica del Ministro dell’Interno Alfano ( ministro del governo Renzi ) che obbligò i Prefetti ad intervenire per cancellare le trascrizioni, e lo fece con la famosa   circolare.

Ieri il tribunale amministrativo regionale della Lombardia  ha bocciato  la circolare Alfano: il prefetto di Milano, infatti, non aveva il potere e il diritto di cancellare le trascrizioni nei registri dell’Anagrafe milanese delle nozze omosessuali contratte all’estero. Soltanto “l’autorità giudiziaria ordinaria”, infatti, “ha il potere di rettificare o annullare gli atti” anche nel caso siano “indebitamente trascritti”.

Il tribunale amministrativo accoglie così il ricorso del Comune di Milano e del sindaco Pisapia, che si erano costituiti in giudizio a sostegno di una delle coppie che aveva fatto ricorso  alla circolare di Alfano ed ai suoi effetti , stabilendo che “il Comune e il sindaco non possono essere obbligati a modificare il contenuto degli atti già trascritti” perché “diversamente si troverebbero a violare la normativa di settore, a produrre delle lesioni dello status giuridico di soggetti dell’ordinamento e sottoposti al concreto rischio di essere esposti a profili di responsabilità”.

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11 PM | 13 Feb

28/01/15 A ROMA IL REGISTRO DELLE UNIONI CIVILI

Anche Roma da oggi avrà il suo registro delle unioni civile che equipara le coppie di fatto, anche quelle tra persone omosessuali, alla famiglia tradizionale istituita con i matrimonio.. È questo il risultato ottenuto dal provvedimento che porta la firma di Imma Battaglia (Sel), Riccardo Magi (radicale eletto con la Lista Marino), Virginia Raggi (M5S), Giulia Tempesta (Pd), Svetlana Celli (Lista Marino) e Massimo Caprari (Centro democratico). Una delibera nata dalla sintesi fatta con associazioni e Municipi insieme alla maggioranza della vecchia proposta di iniziativa popolare e da quella presentata dal Movimento Cinque Stelle a inizio consiliatura. “Oggi la Capitale d’Italia dà il segnale che, in questa città, l’amore è uguale per tutti” ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino.

L’esito del voto è stato accolto tra la soddisfazione e gli applausi dei presenti in Aula tra cui molti rappresentanti delle associazioni Lgbt. Tra il pubblico anche il leader di Sinistra ecologia e libertà Nichi Vendola, il vicepresidente regionale Massimiliano Smeriglio, l’attrice Eva Grimaldi e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria che ha commentato: “E’ la vittoria civile di una Capitale di uno Stato laico. Questa è una città aperta e democratica, che chiede a gran voce al Parlamento una legge per riconoscere i diritti di chi si ama”.

MARINO – Soddisfatto il sindaco Ignazio Marino: “Finalmente anche Roma si è dotata di un registro delle unioni civili. Si tratta di un risultato atteso da tempo, che pone la nostra città sempre più in prima linea sul fronte dei diritti degli individui e del riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi” ha scritto in una nota. “Voglio dunque esprimere tutta la mia soddisfazione per questo passo importante che non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone, ma ci allinea al resto del mondo occidentale, in linea con i principali Paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale”. Marino ha poi lanciato un appello a livello nazionale: “Tante amministrazioni italiane attendono una legge nazionale che finalmente sancisca i diritti uguali per tutti di fronte all’amore. Roma, con il suo esempio, spera di poter contribuire a sbloccare le titubanze dei legislatori che, da troppi anni ormai, eludono un pieno riconoscimento dei diritti giuridici e civili di tutte le coppie, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.

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10 PM | 07 Dic

07/10/14 ALFANO: NO RICONOSCIMENTO MATRIMONI GAY CELEBRATI ALL'ESTERO, MA I SINDACI NON CI STANNO

Cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero perché le registrazioni sono di competenza dello Stato. E’ questa la volontà del Ministra Angelino Alfano con un invito rivolto a tutti i prefetti del Paese: “La disciplina – vi si legge – dell’eventuale equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso e la conseguente trascrizione di tali unioni nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del legislatore nazionale”.

Subito la reazione dei sindaci, chiamati in causa dalla circolare del Ministro, da Bologna, Napoli, Grosseto e Milano. Giuliano Pisapia replica: “Il Comune di Milano continuerà senza “alcun dubbio” a trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all’estero. Non ho alcun dubbio tanto più che il consiglio comunale a larghissima maggioranza ha chiesto al sindaco, che già aveva questa intenzione, la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero”.

“Voglio aggiungere – ha proseguito il sindaco di Milano – che è la stessa legge che prevede espressamente che l’ufficiale di stato civile deve trascrivere il matrimonio celebrato all’estero, salvo che non sia contrario all’ordine pubblico. Ma la Corte costituzionale ha detto recentemente che non c’è contrarietà all’ordine pubblico”. “Questi temi sono di competenza del parlamento su proposta del governo o anche su proposta del parlamento stesso – ha concluso Pisapia – Ma stiamo parlando del matrimonio fra omosessuali, non certo della trascrizione di un matrimonio che nel Paese in cui è stato celebrato è del tutto legittimo e regolare”.

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