10 PM | 14 Dic

APPROVATA LA LEGGE ANTI-GAY IN NIGERIA

Pene fino a 14 anni di carcere
Gia centinaia di arresti

Sugli omosessuali in Nigeria è calata la mannaia della repressione, con centinaia di arresti, casi denunciati di torture e punizioni corporali: sono i primissimi effetti della legge draconiana promulgata alcuni giorni fa dal presidente Goodluck Jonathan e criticata dal’Occidente e dalle associazioni per i diritti umani.

Secondo quanto riporta Al Jazeera, citando attivisti, da quando è entrata in vigore la legge anti-omosessuali in Nigeria, Same Sex Marriage Prohibition Act, che prevede fino a 14 anni di carcere per chi si sposa con persone dello stesso sesso e fino a 10 per chi appartiene ad associazioni o club di gay, lesbiche o per i diritti degli omosessuali, centinaia di persone sono state arrestate e sottoposte a tortura. Viene inoltre segnalato almeno un caso di un uomo che ha subito 20 frustate per “sodomia”.

Una legge “in linea con le inclinazioni culturali e religiose del popolo”, come ha detto il portavoce del presidente Jonathan, Reuben Abati, in occasione della sua promulgazione. “Si tratta – ha aggiunto – di una legge che riflette le credenze e gli orientamenti del popolo nigeriano e ai nigeriani va dunque benissimo”.

Ma non la pensano così il segretario di Stato Usa, John Kerry, che l’ha condannata, né le associazioni per i diritti umani e quelle per i diritti degli omosessuali, secondo le quali il duro provvedimento, oltre a impedire i matrimoni gay e a limitare le libertà fondamentali, avrà ripercussioni per i circa 3,4 milioni di malati di Aids nigeriani, che per paura di essere identificati come omosessuali e subirne le conseguenze potrebbero decidere di non rivolgersi alle strutture mediche.

Al contrario, la legge ha suscitato il plauso delle Corti islamiche dello Stato a maggioranza musulmana di Kano, che l’hanno definita una “evoluzione benvenuta”.

Da grr.rai.it, 18 gennaio 2014

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08 PM | 12 Dic

IL GIURAMENTO DI OBAMA

“Stessi diritti per fratelli e sorelle gay”
Lunedì 21 gennaio 2013

Non è una dichiarazione estemporanea o una intervista ad un media per accapparrarsi il favore di una parte dell’elettorato. No: si tratta niente-di-meno che del discorso del Giuramento del presidente degli stati uniti d’America.

Barak Obama ha rotto l’ennesimo tabù, pronunciando la parola “gay” per la prima volta nella storia del discorso solenne dell’Inauguration Day. Per sostenere la totale parità di diritti per i gay, non come tema marginale, ma come uno degli impegni chiave del suo futuro mandato.

“Spetta oggi alla nostra generazione portare a compimento ciò che i pionieri cominciarono. La nostra missione non sarà completa” ha detto davanti ad 800 mila persone sparse nel National Mall di Washington “sino a quando i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come gli altri davanti alla legge. Perchè se davvero siamo creati uguali, allora di sicuro l’amore che giuriamo l’uno all’altro deve essere uguale alla stessa maniera. Dobbiamo fare in modo che queste parole, questi diritti, questi valori di libertà e uguaglianza divengano realtà per ogni americano. E’ questo il compito della nostra generazione”.

Sono queste – soprattutto queste – le parole scelte dal presidente per il suo secondo e ultimo discorso inaugurale. E’ il primo presidente americano della storia a parlare nel proprio discorso inaugurale di uguali diritti civili per gli omosessuali. Discorso che le future generazioni leggeranno sui libri di storia.

Obama ha poi citato i moti di Stonewall del 1969, il congresso delle suffragette di Seneca Falls del 1848 e l’eccidio di Selma contro i manifestanti neri del 1965, assegnando così un valore storico alla battaglia degli omosessuali per i loro diritti, accanto a quelle per l’emancipazione delle donne e contro la segregazione razziale.

Infine, va notato che per l’occasione è stato affidato il privilegio di leggere una poesia composta “ad hoc” a Richard Blanco, poeta latino e dichiaratamente gay.

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08 PM | 12 Dic

ONU E PARLAMENTO EUROPEO SUI DIRITTI LGBT

Richiamo ai paesi come l’Italia
Lunedì 10 dicembre 2012

Nella Giornata mondiale dei Diritti Umani, rileviamo due importanti posizioni sui diritti della comunità lgbt da parte dell’ONU e del Parlamento Europeo.

All’Organizzazione delle Nazioni Unite il segretario Ban Ki-moon, dando il via libera alla tavola rotonda “Leadership in the Fight Against Homophobia” ha dichiarato che “Gay, Lesbiche, Bisessuali e Transgender hanno gli stessi diritti degli altri individui. I diritti gay sono diritti umani e i diritti umani sono diritti dei gay. Essere omosessuali non è una invenzione occidentale, ma una realtà umana.” e ancora “Le istituzioni devono rappresentare la società in tutta la sua diversità”.

Lo stesso giorno a Strasburgo il Parlamento Europeo approva una risoluzione in cui si afferma che “i diritti fondamentali delle persone LGBT sarebbero maggiormente tutelati se tali persone e avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio” e si invitano i paesi che non hanno tali istituti (tra cui l’Italia), a prenderne in considerazione l’introduzione.

Troviamo interessante che nella giornata mondiale dei diritti umani, da entrambe le sponde dell’Atlantico, venga dato risalto ai diritti delle persone lgbt.

 

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