11 PM | 02 Feb

Matrimoni gay : sentenza della corte di Cassazione

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Una sentenza importante scritta dalla Corte di Cassazione in merito ai matrimoni gay che riconosce di fatto il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso in Italia. A pochi mesi dall’approvazione della legge sulle unioni civili. Qui il comunicato dell’avvocato Schuster che ha seguito la battaglia di Giuseppina La Delfa, fondatrice delle Famiglie Arcobaleno.

 

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Comunicato stampa

Cassazione: matrimonio trascritto fra due donne è inattaccabile

 

Con la sentenza n. 2487 del 31 gennaio 2017 la Corte di Cassazione, I sez. civ. ha rigettato, in quanto improcedibile, il ricorso del Comune di Santo Stefano del Sole contro la decisione della Corte di appello di Napoli del 7 luglio 2015 con la quale, in riforma del decreto del Tribunale di Avvelino, si ordinava al Comune di trascrivere il matrimonio celebrato in Francia fra Giuseppina La Delfa e Raphaelle Hoedts. Entrambe sono cittadine francesi, La Delfa è anche cittadina italiana. Con questa sentenza l’Italia ha riconosciuto, con efficacia di giudicato, il primo matrimonio fra due persone dello stesso sesso. Si tratta del primo caso.

La Corte di appello aveva affermato che l’Italia non poteva togliere i diritti che uno Stato dell’Unione attribuisce ai propri cittadini, esprimendosi in questi termini:

«Né può configurarsi una disparità di trattamento per così dire “a contrario” nel senso che il matrimonio same sex di cittadini stranieri avrebbe maggiore tutela (allo stato inesistente) delle coppie omoaffettive italiane, perché la deteriore situazione di queste ultime è attribuibile solo all’inerzia del legislatore italiano più volte ammonito e sollecitato a legiferare in materia; in altri termini e semplificando la questione sarebbe proponibile se si volessero aggiungere diritti ai discriminati e non per disconoscerli a chi li ha secondo la legislazione dello Stato di cittadinanza dell’Unione». Il decreto è disponibile a questo link.

Il ricorso dell’Avvocatura dello Stato contestava integralmente la decisione della corte partenopea e chiedeva che fosse cassata. Di diverso avviso la Cassazione, che ieri ha «dichiara[to] improcedibile il ricorso principale, inefficace l’incidentale e condanna il ricorrente alle spese relative al presente giudizio di legittimità, liquidate in euro 4.200,00, di cui 200,00 per compensi, oltre accessori di legge».

Per Giuseppina La Delfa, co-fondatrice dell’associazione Famiglie arcobaleno, si tratta di una vittoria importante per la loro famiglia: «Questa notizia è importante per noi poiché significa la fine delle battaglie giuridiche per il riconoscimento del nostro matrimonio in ITALIA. Anni di lotte, di spese, di preoccupazioni per potere finalmente e definitivamente poter dirsi sposate come lo siamo effettivamente da quasi quattro anni, dopo più di trent’anni di convivenza. L’accanimento dello Stato italiano a non riconoscere l’uguaglianza di tutti i suoi cittadini di fronte alle leggi rimane per noi incomprensibile. Oggi come straniere godiamo di più diritti delle coppie omosessuali italiane.Speriamo che questo paradosso possa essere d’aiuto ai nostri amici italiani e agevolare loro la strada verso la piena eguaglianza».

Per l’avv. Alexander Schuster, che ha seguito la famiglia sin dall’inizio, è una conferma importante: «Che questo matrimonio andasse trascritto sin da subito è un fatto ora acclarato e incontestabile nell’ordinamento italiano. Ciò dimostra che il diritto italiano non è impenetrabile al riconoscimento di matrimoni fra due persone dello stesso genere e questo dato è assai importante». Il fatto che la Cassazione abbia deciso in punta di diritto, senza entrare nel merito, è «scelta maturata in quasi sette mesi dall’udienza del 15 luglio, il che rende evidente la riflessione che sta dietro questa decisione della Suprema Corte».

Il Comune è stato condannato, altresì, la pagamento delle spese di lite per un totale, oneri inclusi di € 6.128,30, un chiaro segnale, dopo analoga decisione della Corte di appello di Napoli del 2016 in merito all’illegittimo diniego di trascrivere le adozioni reciproche della stessa coppia (link all’ordinanza). «Un chiaro monito affinché l’Avvocatura dello Stato smetta di opporsi sempre e comunque ai diritti reclamati da cittadini italiani, ingenerando spese che poche famiglia possono sostenere», osserva l’avv. Schuster.

I tre gradi di giudizio sono stati curati dallo studio legale avv. Alexander Schuster, con la preziosa collaborazione dell’avv. Giuseppe di Meo del Foro di Avellino, patrocinante in Cassazione.

La sentenza n. 2487/2017 sarà resa disponibile nelle prossime ore, in forma anonima, sul sito dello studio Schuster www.schuster.pro. Seguirà a breve altresì un commento più tecnico sugli aspetti processuali della vicenda e i margini che potrebbero residuare per eventuali seguiti della vicenda giudiziaria.

Trento, 1° febbraio 2017.

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09 PM | 13 Set

13/09/2015 AUGURI A RINO E WERNER UNA FAMIGLIA DA 31 ANNI

Festa grande oggi per noi di Renzo e Lucio!

Ci siamo felicemente ritrovati per festeggiare il 30 (+1) anniversario della coppia più longeva della nostra associazione, nonché la seconda coppia ufficialmente sposata (ovviamente all’estero!) tra i nostri associati e amici.
Rino e Werner hanno voluto condividere con noi e i loro familiari questo importante traguardo.
30 anni di vita insieme, tra fidanzamento, relazione a distanza, convivenza e ultimamente anche unione civile, celebrata recentemente in Germania, Paese natio di Werner.
30, anzi 31, anni di progetto di vita comune, che li ha visti attraversare periodi sereni e periodi meno felici, affrontare insieme gioie, lutti, malanni, difficoltà sul lavoro, rapporti coi rispettivi familiari, impegno politico e voglia di far pazzie. Ciascuno col proprio carattere e le sue peculiarità.


Tutto questo ha cementato la loro unione, che hanno voluto sancire in modo più forte legandosi in matrimonio. Purtroppo, ovviamente, non hanno potuto farlo in Italia, Paese dove vivono ma per il quale il loro Amore non ha alcuna valenza.

Eppure oggi nei loro sgaurdi c’erano intimità, intesa, affetto. C’era emozione nel vedersi circondati da amici e parenti che volevano condividere con loro la loro felicità. C’è stata commozione nei baci che si sono scambiati tra gli applausi, mentre le candele scintillavano sulla torta. C’è stata sorpresa nello scartare i regali pensati per la loro bellissima casa. C’è stata assoluta spontaneità nei loro nipoti e pronipoti che gli urlavano “siete bellissimi!”, con tutta la spensieratezza di cui solo i bambini sono capaci….

Beh, verrebbe da dire, nulla di strano. Assolutamente normale.
Ecco, appunto. Tutto dannatamente normale.
Basta. Non vogliamo addentrarci in discorsi politici.
Vogliamo solo ringraziare Rino e Werner per questa bellissima giornata e augurare loro tutto il bene possibile.
Perché il loro è… semplicemente Amore…

 

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12 AM | 09 Set

08/09/2015 L’UNIONE EUROPEA ANCHE L’ITALIA RICONOSCA UNIONI CIVILI O MATRIMONIO E RISPETTI LE PERSONE TRANSGENDER ED INTERSESSUALI

Oggi a Strasburgo  è stato presentato e poi approvato il documento che si occupa della situazione dei diritti fondamentali nell’unione Europea riguardante gli anni 2013-14. Una parte di questo documento dal paragrafo 84 al 91 riguarda i diritti delle persone LGBTI.

NO DISCRIMINAZIONE

Par.84 Condanna ogni forma di discriminazione e violenza fatta sul territori dell’UE fomentata da leggi e politiche che restringono i diritti fondamentali delle persone LGBTI, inoltre invita gli Stati membri ad adottare leggi e politiche che contrastino l’omofobia e la trans fobia e a delineare una strategia ed un azione per garantire l’uguaglianza sulla base dell’orientamento di genere e l’identità di  genere.

RICONOSCIMENTO DI UNIONI CIVILI O MATRIMONIO

Per .85 L’UE afferma che tale uguaglianza sarebbe maggiormente garantita  se le persone GLBTI avessero maggiori  tutele giuridiche  con la possibilità di accesso a unione registrata o matrimonio. Anzi l’UE plaude il fatto che ben 18 dei suoi Stati membri garantiscano questi diritti ed invita la Commissione a mettere in atto un piano per una disciplina che riconosca tali diritti fra i diversi stati membri col riconoscimento reciproco degli effetti  degli  atti di stato civile fra i vari Stati.

Par 86 e 87. L’UE sollecita a vigilare e sanzionare insulti e discriminazioni perpetrati nei confronti delle persone GLBT da parte di titolari di cariche pubbliche e politiche e sostiene il lavoro di sindacati a datori di lavoro che si adoperano verso politiche di diversità e non discriminazione.

RISPETTO E DIRITTI PER PERSONE TRANSGENDER ED INTERSESSUALI

Par.88-90 L’UE si occupa delle persone transessuali e chiede il pieno rispetto della dignità delle persone che hanno cambiato sesso sollecitando il riconoscimento del nuovo genere nei documenti ufficiali, condanna l’imposizione della sterilizzazione delle persone trans gender e chiede all’Organizzazione Mondiale della Sanità la depatologizzazione dell’identità trans gender.

Par 91. L’UE deplora gli interventi chirurgici di normalizzazione genitale sugli infanti intersessuali  e rinnova e sollecita il principio di autodeterminazione  degli intersessuali ( citando la regolamentazione di Malta del 2015).

Parole importanti e chiare che l’unione Europea ha voluto scrivere ed invitare ai suoi Stati Membri che pur avendo fra essi piena autonomia dovrebbero però tener presente, anche in Italia.

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